Genio e savoir vivre
Dalì è un genio, come cantano i Mecano. Ma in questa pagina a noi interessa diventare felici: essere un genio è utile? Altro artista indagatore dei recessi più oscuri dell'animo umano è Edgar Poe, ma essi hanno avuto una vita totalmente opposta: Dalì è diventato prestissimo ricco e famoso, ha avuto una relazione d'amore con Gala meravigliosa e durata tutta la sua lunga vita. Poe non è stato capace di conservare nessuna amicizia e relazione, visse una vita poverissima (fu costretto a usare il corredo matrimoniale come sudario per la salma della moglie) e venne perennemente inseguito dai creditori e dall'alcol, che alla fine lo stroncò a soli quarant'anni.
Anzi, avanzo l'ipotesi che non solo Dalì ebbe la vita che voleva a prescindere dalla sua genialità, ma che fu nonostante la sua genialità... Per Howard Gardner esistono nove tipi diversi di intelligenza: Dalì sviluppò la capacità di sfruttare la sua creatività e tecnica per ottenere la vita che voleva.
Cupidigia, diplomazia e spregiudicatezza = successo
"Decisi di diventare il più grande cortigiano della mia epoca e lo diventai, come tutto quello che mi propongo con rabbia paranoica. Chi vuole fare carriera deve essere un po' cannibale." Quindi per avere successo e agi innazitutto li devi desiderare 'rabbiosamente'; poi Dalì ti consiglia di entrare a corte e servire i re, senza farti troppi scrupoli altruistici.
Il paradiso interiore
Quello che a me interessa di più, però, è la sua conquista del mondo interiore, più che di quello esteriore: "durante il periodo surrealista volevo creare l'iconografia del mondo interiore e del mondo del meraviglioso concepiti da mio padre Freud. Oggi, invece, il mondo esteriore e quello della fisica hanno superato quello della psicologia. oggi mio padre è il Dottor Heisenberg." Si considerava un artista visionario: un "folle organizzato". La sua produzione artistica proviene dal suo mondo onirico, anche quando sono ritratti di personaggi contemporanei -come Picasso- ogni espressione viene stravolta e rielaborata attraverso una fantasia disinibita e prorompente. Dalì aveva una fiducia filiale nel suo mondo fantastico, produrre significava per lui usare logica e tecnica per tradurre la sua interiorità con "ossessività paranoica". Credere in qualcosa che va al di là del tuo io è indispensabile per dare un senso alla vita e abbracciare la propria missione.
Avere una missione significa ordinare la propria follia
in un percorso omogeneo e concentrare le proprie energie verso una meta ambiziosa. Nella misura in cui si riesce a incamminarsi, oltre al riconoscimento esterno si perviene a una spudorata autoesaltazione: "Ogni mattina, appena prima di alzarmi, provo un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalì!"
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