Un manovale che distribuisce stampe rivoluzionarie, organizza una radio pirata, aizza all’insurrezione popolare, viene incarcerato per 15 anni, entra coi capelli neri ed esce coi capellli grigi per venire espulso dal paese, ma ritorna in Italia clandestinamente, e compie diversi attentati omicidi nei confronti delle forze dell’ordine e di esponenti politici. Non è un terrorista, però, è Alessandro Pertini, settimo presidente italiano: “elemento pericolosissimo per l'ordine” come scritto in un dossier della polizia.
« I membri del governo fascista ed i gerarchi del fascismo, colpevoli di aver soppresso le garanzie costituzionali e di aver distrutto le libertà popolari, devono essere puniti con la pena di morte. Se avessimo consegnato Mussolini agli alleati, oggi sarebbe qui, a Montecitorio...»
Avanti, 16 aprile 1965
« L'epurazione è mancata: si disse che si doveva colpire in alto e non in basso, ma praticamente non si è colpito né in alto né in basso. Vediamo ora lo spettacolo di questa amnistia che raggiunge lo scopo contrario a quello per cui era stata emanata: pensiamo, quindi, che verrà un giorno in cui dovremo vergognarci di aver combattuto contro il fascismo e costituirà colpa essere stati in carcere e al confino per questo.»
seduta della Camera del 22/07/46
«L’essenza del socialismo è nelle riforme. Però, se mi offrissero la più radicale delle riforme al prezzo della libertà, io la rifiuterei. Oh, non c’è nulla che può essere barattato con la libertà! Nulla. Tuttavia, aggiungo: io non posso contentarmi di una libertà in senso astratto, cioè della libertà di parlare e di scrivere. Anche prima del fascismo avevamo la libertà di parola e la libertà di stampa: ce l’avevan concessa i regimi liberali. Ma per migliaia di contadini e di poveri quelle due libertà si risolvevano nella libertà di imprecare, morire di fame. Libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile. Perciò rifiuto di tutte le ideologie che rinneghino la libertà di espressione: il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fascismo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui. »
«non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto»
«Non ho mai perdonato agli intellettuali d’essere vili: se la cultura è solo nozionismo, io la respingo. Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.»
Pagina ancora da terminare, chiedo scusa!
Prova a leggere: >> Madre Teresa
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