vita e opere -
la sua vera fede -
Chiesa e morale -
pensare da adulti
“La gente che scrive su di me, ne sa più di quanto ne sappia io.”
Madre Teresa, da M. di Lorenzo, Servire i più poveri con il cuore di Maria, 10 ottobre 2003
amore oblativo e felicità
Una donna che ha trovato la felicità sacrificando sé stessa per alleviare la sofferenza dei
più poveri tra i poveri. Di cui abbiamo molte informazioni per la sua intensa vita pubblica e, ultimamente, anche la pubblicazione delle sue lettere personali, che formano un diario intimo di inestimabile valore.
La mia intenzione non è fare un panegirico, ma entrare in confidenza con lei, usarla come spirito guida, insomma diventarci amico. Se lei c'è riuscita, anche io e te possiamo trovare in noi un
amore oblativo che renda più felici.
una suorina qualunque
Siamo nel 1947, nel collegio cattolico di una scuola superiore femminile, la Saint Mary's di Entally, una zona residenziale di Calcutta. Le alunne sono rampolle di famiglie aristocratiche inglesi. Ma la suora direttrice non è felice: non trova senso in quello che sta facendo.
Fin quando, per puro caso, si trova a passare per uno
slum della periferia, e vede un vecchio lebbroso morente sul marciapiede. Lo evita, ma la sua immagine la perseguita: sente il desiderio di tornare a abbracciarlo e baciarlo, e questo desiderio la tormenta, finché non prenderà la più importante decisione della sua vita.
Appena un anno dopo, questa suora scriverà al suo confessore:
"My soul at present is in perfect peace and joy."
Diventerà
la donna cristiana più conosciuta al mondo dopo la vergine Maria; diventerà
il simbolo stesso dell'amore cristiano sul pianeta.
Cosa le è successo in quei mesi? Cosa ha scoperto?
il giorno piu importante
Ha avuto un'apparizione acustica, un dialogo con Dio, che le ha dato un mandato a cui lei ha ubbidito. Diventando felice.
opere concrete
Dopo lunghe insistenze ottiene l’approvazione del suo superiore, molla tutto e va in mezzo ai poveri, nella periferia, per servirli. Nel 1952 apre la
Casa dei Morenti, un piccolo ospizio di 40 posti letto. Inizialmente desiderava essere sola, ma viene persuasa a farsi appoggiare da altre sorelle; la Chiesa le fa creare un Ordine, le
Missionarie della Carità, e dedicarsi a quell’intensa attività pubblica che occuperà tutto il resto della sua vita. E la porterà nei salotti di principi e corone, e incontrare gli uomini più potenti del mondo:
“vorrei campare per vedere anche la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta: a differenza di Padre Pio ho avuto il piacere di conoscerla in vita” (
Giulio Andreotti). Grazie a questa attività di promozione, in quei primi anni ottiene una decina di case dove accogliere i lebbrosi e fonda anche un orfanotrofio. Ma appena giunge la fama mondiale, nel 1960, qualcosa cambia. Non un altro orfanotrofio, verrà creato, ma case religiose in ogni continente, nelle capitali dei paesi benestanti,
Roma, Milano, Londra, Parigi, New York: più di 150 istituti religiosi che hanno come scopo il reclutamento e l'alloggio di suore e religiosi che si dedichino alla loro missione: innanzitutto
pregare.
L’ordine prevede cinque rami, di cui tre sono contemplativi.
1.
le
suore contemplative: pregano per la maggior parte del tempo, con l’eccezione di due ore in cui si dedicano al servizio delle sorelle della comunità.
2.
i
padri missionari: dedicano più tempo alla contemplazione, ma anche pregano e dicono messa.
3. A cui si aggiunge, nel 1953, la
Link of Sick and Suffering Co-Workers ovvero gli ammalati che offrono le proprie sofferenze
nella preghiera.
In secondo luogo,
proselitismo: le 150 case religiose, raccolgono intorno a sé, tramite conferenze, comizi, spettacoli e da un paio d'anni un
musical, quasi mezzo milione di sostenitori.
In terzo luogo,
raccogliere fondi.
"Madre Teresa non ha mai chiesto denaro né ne ha mai avuto"
Così pensa la stampa divulgativa. Tra i più famosi donatori, oltre a Reagan e Lady D, si annovera
Charles Keating: affarista condannato a dieci anni per truffa, racket e cospirazione.
"Madre Teresa ha preso ai ricchi per dare ai poveri" scrive Paolo Giuntella, giornalista cattolico dell’Avvenire. In una lettera (
qui la copia con la firma autografa) Madre Teresa chiede alla Corte di Los Angeles di avere clemenza con l'imputato per il sostegno economico offerto all'Ordine. La Corte risponde ingiungendo di restituire l'ultima donazione (1.250.000$) ai contribuenti che erano stati frodati; la beata non si farà più viva. Nonostante che il dittatore di Haiti
Charles Duvalier venga scomunicato dalla Chiesa Cattolica (promuove il culto della personalità mostrandosi come la reincarnazione di uno stregone
voodoo defunto), Madre Teresa rimane legata alla dinastia Duvalier, in riconoscenza delle generose elargizioni; a fianco,
la foto di Teresa insieme a Michèle, moglie del figlio.
Veniva soprannominato il
Papa Doc.
Dalle poche innocenti
ammissioni di qualche direttrice nazionale, si stima un flusso di denaro di qualcosa come
15 miliardi di dollari. Eppure, non solo Madre Teresa davvero non ha mai voluto niente per sé ma l'intero ordine religioso, poche migliaia di suore, rimane nella più rigida povertà.
"non accettiamo la povertà perché costrette, ma perché scegliamo di essere povere."
$15.000.000.000
Immaginare questa cifra è difficile: è il prodotto di uno Stato occidentale, sfamerebbe l'intero miliardo di abitanti del continente africano per un mese; equivarrebbe alla fondazione di
diverse centinaia di ospedali in India. Come mai, allora, l'
Ordine delle Missionarie non è
neppure menzionato tra le assocazioni benefiche di Calcutta? Per questa ragione:
né Madre Teresa né il suo ordine, in sessant'anni di attività, hanno fondato un solo ospedale. (
Approfondisci qui) neanche uno solo, né a Calcutta (
Qui parla l'India Star) né da qualche altra parte (W. Wuellenweber,
Mother Teresa: where are the millions?, Stern, 10 settembre 1998). E i quindici miliardi di dollari? Madre Teresa ha ceduto ogni suo avere all'Ordine; la cui amministrazione è tutt'ora sotto la diretta gestione dello
IOR, la banca dello Stato Vaticano.
Tra il '52 e l'inizio degli anni '60 le Missionarie della Carità divennero il più imponente ingranaggio di business marketing del mondo.
Era questo che voleva suor Teresa?
evangelizzazione
“
Sono soltanto una povera donna che prega.”
M. Bertini, Sulle strade di Teresa, Paoline, 1999
Era un'anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per lui e con un solo, ardente desiderio:
"saziare la Sua sete di amore e di anime".
Dal profilo per la celebrazione per la beatificazione, 19 ottobre 2003
Evangelizzare significa letteralmente portare il lieto annuncio che Cristo è risorto. Madre Teresa è stata accusata di battezzare i malati in punto di morte, senza chiedere il loro parere. Tali critiche hanno preso spunto da una dichiarazione di Madre Teresa, nella quale la suora dichiara: “
tutte le migliaia di poveri che sono morti da noi, alla fine hanno avuto la gioia di un biglietto per San Pietro.”
Franca Zambonini, Madre Teresa: la mistica degli ultimi, Paoline, 2003
In realtà, nei suoi discorsi pubblici, come riporta lo scrittore indiano Aroup Chatterjee, Madre Teresa si concentra sopratutto su tre temi: la condanna dei
metodi anticoncezionali (a proposito della maternità: “
è questo il destino di noi donne, per questo siamo state create: per essere il cuore del focolare o il cuore nella madre Chiesa.”
Madre Teresa di Calcutta, Vivi davvero! Da Madre Teresa parole di saggezza, a cura di L. Guglielmoni, F. Negri, Paoline, 2003 ) e dell’
aborto nelle città più sovrappopolate del pianeta (Consegna premio nobel per la pace: «
Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me») e la condanna del
divorzio: appoggiò strenuamente una campagna politica in Irlanda per rendere il divorzio illegale. Più tardi, in quello stesso anno, parlando in una intervista riguardo Diana Spencer, affermò però che: “
sebbene è un fatto triste, sono contenta che abbia divorziato”.
Una suora che aveva ricevuto una grande missione: andare
tra i più poveri dei poveri per donare la luce di Cristo.
E le tenebre dell'oscurantismo? “
Se potessi scegliere tra Galileo e l'Inquisizione, sceglierei l'Inquisizione.”
C. Hitchens, Minimum fax, 2003
la sofferenza umana
Nel corso di un'altra intervista ha ribadito quello che è sempre stata la missione che le è stata affidata: “
Aiutare chi soffre a vivere la sofferenza in Cristo, unica liberazione”. E ancora: "
l'India brucia come l'Inferno, ma le sue anime sono belle e preziose perché il sangue di Cristo le ha irrorate."
Madre Teresa di Calcutta, Sii la mia luce, traduzione di Giorgia Capelli, Annalisa Crea, Paolantonio Livorati, Valeria Pazzi, a cura di Brian Kolodiejchuk, Rizzoli, 2008
èla via per la salvezza spirituale, perché avrebbe dovuto prodigarsi ad alleviarla?
C’è coerenza perfetta tra il sacrificio di sè e esortare ad abbracciare la propria croce. Mi vengono alla mente le numerose critiche che le sono state fatte sul
Time, sul
Guardian, su
Le Monde Diplomatique e dalla stampa medica,
The Lancet e il
British Medical Journal, che hanno riferito il riuso degli aghi delle siringhe, le cattive condizioni di vita (per via ad esempio dei bagni freddi per tutti i pazienti), la carenza sistematica di analgesici e un approccio antimaterialista che impediva delle diagnosi sistematiche per mancanza di competenze mediche.
Loudon, Mary (1996). Mother Teresa in Theory and Practice, Book Review, BMJ vol. 312, n. 7022, 6 gennaio 2006, pp. 64-5.
Christofer Hitchens scrive: “
ero arrivato alla conclusione che fosse non tanto un'amica dei poveri quanto un'amica della povertà. Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia. Era adamantinamente contraria alla sola politica che abbia mai alleviato la povertà in tutte le nazioni - e cioè dare potere alle donne ed estendere il loro controllo sulla propria fertilità. La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti.” (
Qui l'abstract del suo libro)
prosegui: >> la sua vera fede