essere felici
Ciao mi chiamo Yuri, e una dozzina di anni fa mi sono intestardito a voler essere felice.
In effetti, non ero per niente felice. Ora sono grato ai ricordi e fremente di speranza, ma non (ancora) "realizzato" e intensamente felice...
E se putacaso domani crepassi?
Siccome qualche simpatico sortilegio lo avrei pure escogitato, ho deciso di scrivere sulla vita pur non sapendo scrivere e forse neppure vivere, con la presunzione che possa essere in qualche modo di stimolo, perlomeno favorendo il transito intestinale - ma non farò il solito elenchino delle -> regole per essere felici (ma almeno costui non tenta di venderti qualche libro dall'improbabile copertina) perché questo aproccio easy confonde la felicità con il buon umore. Ridere spesso e sorridere, essere gentili, chiamare un amico, far "buone azioni" sono consigli utili a migliorare il tono dell'umore, diminuire lo stress e automedicare una depressione lieve. A te basta, questo? Passare la vita giulivo?
Credo che ogni persona abbia desideri personali diversi, complessi e talvolta sconosciuti anche a se stessa.
Diventare degli eroi, essere amati completamente, smarrirsi nelle profondità ignote dell'animo umano, salvare la vita almeno a una sola creatura innocente...
E' anche vero che una vita intensa, che valga la pena essere vissuta, comporta maggiori rischi e sofferenze. Ma è la sofferenza, il nostro peggiore avversario?
...Non la vacuità, la mancanza di senso, o di orientamento, o di libertà?
Mi immagino la scena di un film, dove in una stanza di ospedale ci sono tre letti e l'infermiere si avvicina al primo capezzale:
-
che vita hai avuto?
-
Tranquilla, tutto ok, mi è passata, trallallero, sto andando da Gesù.
Chiacchierano un po' e poi l'infermiere va dal secondo moribondo: - E tu, dimmi un po', come ti è andata?
Il paziente lo afferra bruscamente per il camice, lo tira a sé e sussurra:
- fammi alzare da questo maledetto letto!
Quando fa la domanda al terzo... questo non risponde, gli cominciano a tremare le labbra, accenna un sorriso ma gli si gonfiano gli occhi di lacrime: può solo stringere la mano restando a guardare l'infermiere.
...A te la scelta.
Distinguo con i colori queste differenti sezioni: (se clicchi ci vai al volo / i clic verso siti esterni hanno davanti: "->" )
> situazione di partenza (come stanno le cose per te e me, gente normale che vive in occidente)
> soluzioni possibili: (o modelli, o scopi, o orizzonti... insomma scegliere la tua vita ideale)
> in nero: da evitare
> in rosso: valide con riserva (secondo la mia opinione, naturalmente!)
> in fuxia: le mie scelte
> metodo (bagaglio delle tecniche e piano generale)
> prassi (consigli pratici, che più pratici di così non si può!)
> SITUAZIONE DI PARTENZA (clicca qui per tornare all'indice)
La vita
Stai vivendo, te ne rendi conto? Ti emozioni, ricordi, desideri! Poteva farti un dono più sublime, l'universo?
Già, l'universo!
Nell'universo in cui tu vivi esistono le stelle e la vita...
Miliardi di esseri viventi, le foreste...
Vivere è un continuo miracolo.
C'è tanta bellezza, al mondo, e questa è la nostra patria.
(Qui un -> elenco dei miracoli)
L'angoscia
Senza cantarcela: si crepa.
E non si sa quando e non si sa come, e prima di farlo ci si corrompe in continuazione soffrendo, e così le persone e gli animali che amiamo. Tutti, nessuno escluso. Questa è la più tremenda verità che si scopre fin da bambini e che si passa la vita a dimenticare. (A meno che un qualche aspirante intellettuale gracchi il memento mori...)
Molte persone mi hanno detto di non avere paura della morte ma della sofferenza, altre credono in un aldilà. Epicuro fa notare che quando si è morti non ci si può preoccupare di esserlo. In ogni caso tutti sperimentiamo il dolore fisico e sopratutto l'angoscia.
Il dolore è sicuramente disfelicitante, ma tutte le volte che non proviamo dolore fisico... siamo felici?
Se collezioni motivi di angoscia te ne posso regalare un paio: -> l'orgoglio di temere la morte
Lo stato delle cose
Tutto muta.
L'esperienza della realtà concreta, la violenza onnipervasiva e le intime contraddizioni della metafisica, sviliscono notevolmente l'ipotesi di una soluzione definitiva della vita.
Qualunque sentimento e ogni impero vengono erosi dal tempo. Eppure la maggior parte dei filosofi salva dei principi eterni (anima, nous, ideali, leggi fisiche e ipostatizzazioni varie). Mettiamo un attimo da parte l'aldilà e i mondi paralleli: vuoi essere felice in questa vita? E in questa vita trovi per caso delle soluzioni certe, complete e definitive? Ora:
la mia laurea in filosofia cum laude (fammi spandere che oggi sono stressato) nonché un approfondito studio della dottrina cattolica, mi hanno insegnato a comporre panegirici roboanti per anatemizzare tutti:-> differenza tra l'omnia vanitas del Siracide e il pantha rei di Eraclito
Se il titolo dell'approfondimento ti scoraggia abbastanza, dammela vinta e avanza di una casella!
Natura, cultura e società
Qui il discorso è semplice: se la nostra natura, la società in cui viviamo e la cultura che abbiamo appreso fossero orientate a renderci felici, ogni mattina aprendo gli occhi e scoprendo di essere ancora vivi butteremmo all’aria le lenzuola saltando in piedi e urlando qualcosa tipo: “cazzo, sì!” Per poi scoppiare a ridere, spalancare la finestra con tette e bigoli di fuori e urlare: “sono vivo, sono ancora vivo!” Poi mandare baci ai passanti, correre dai chi abita con noi, abbracciarlo staccandolo da terra o buttarglisi in braccio farfugliando: “anche tu, anche tu!” Prima di scoppiare a piangere dalla commozione.
Questo ogni mattina.
Volendo, ogni minuto.
Poiché non è così, almeno una di queste tre dimensioni ci sta ostacolando, ma non sappiamo quale: potrebbe essere colpa della natura bestiale (non dimentichiamo che -> l'invecchiamento dipende da fattori genetici che, passato il picco di fertilità, non stabiliscono il livello di ricambio cellulare sufficiente) e la salvezza risiedere nella civiltà e nella moralità; o al contrario le sovrastrutture ci inibiscono e la salvezza sta nel ritorno alla natura libera e selvaggia; oppure la colpa è nella società consumista e la salvezza nella letteratura o nell'ascesi mistica e nella saggezza orientale... però tu non lo sai. Quindi devi partire dal presupposto che non puoi fidarti ciecamente del mondo che ti ha generato, in cui sei cresciuto e in cui vivi.
Non ti conviene fidarti a priori di nulla che ti viene suggerito o che ti è stato insegnato.
Altrimenti, sei come un topolino che cerca il formaggio nella ciotola del gatto, non so se rendo l’idea.
Dubbi a riguardo? ...Te la sei cercata, approfondisci -> le condizioni alienanti della società contemporanea!
E quindi? Come la mettiamo con la felicità?
Non meniamocela troppo e vediamo di essere pratici: la vita è bella, però si soffre, e fin qui ci siamo; il mondo in cui viviamo e la nostra vita sembrano inafferrabili e provvisori, e la società non ci offre la felicità perfetta su un piatto d'argento. Cosa possiamo fare? Capire come essere più felici possibile con le nostre sole forze! Chiamala come vuoi: farcela, scoprire come diventare più felice, riuscire a essere ogni giorno un pochino più felice, ottenere più felicità possibile, dare un senso alla mia vita...
ci siamo capiti.
APPROFONDIMENTI:
Una riflessione di -> Vincenzo Fano: la felicità è donna e va corteggiata
> SOLUZIONI POSSIBILI (clicca qui per tornare all'indice)
Principali atteggiamenti per affrontare la vita
Di fronte a questa insanabile frattura tra la volontà di essere felici e una realtà ostica, per usare un eufemismo, sono possibili molte reazioni, che per comodità raggrupperei in grandi insiemi: conformarsi, alienarsi, illudersi, sfrenarsi e angosciarsi.
Belle, vero?
D'accordo, mettiamoci un pizzico di positività! Adattarsi, svagarsi, sognare, divertirsi e reagire lucidamente. Meglio?
Al solito, se non vuoi sorbirti la tiritera tassonomica non devi fare altro che fidarti ciecamente ;-) altrimenti...
-> confronto tra i diversi scopi dell'essere umano
. conformismo (questione di fortuna, l'importante è inserirsi, tutto ok, non sei diverso dagli altri etc.)
. alienazione (tifo sportivo, focolare televisivo, videogame, casinò, discoteca, riti funebri, spettacoli di varietà etc.)
. idealismo (ho trovato la soluzione ideale: paradisi vari, reincarnazione, avvento del proletariato, il progresso umano, etc.)
. edonismo (soddisfare il più possibile ogni istinto in ogni istante, carpe diem, fai quello che ti senti, etc.)
. eudamonismo (voglio essere più felice possibile nella vita che ho, organizziamoci meglio che possiamo, etc.)
(in nero le inclinazioni da evitare, in rosso le attitudini interessanti, in fuxia quella che ho scelto io)
Questi atteggiamenti non sono filosofie di vita consapevoli: sono disposizioni di spirito che si formano come reazione alla frustrazione del desiderio per risolvere il conflitto io-mondo. Influenzano le nostre scelte pratiche e anche le nostre preferenze culturali (politiche o religiose, etiche o estetiche, filosofiche o ideologiche). Tutte queste ultime, invece, sono a mio parere sopravvalutate: essere cristiani, olisti, gay o di sinistra non dice nulla del cuore di una persona, cioé dell'atteggiamento di fondo verso la vita. Naturalmente, la nostra disposizione fondamentale è discontinua e influenzabile, addirittura contro la nostra stessa volontà: a me è capitato spesso di pentirmi per aver ceduto al soddisfacimento di un desiderio o di scoprire a posteriori che quella determinata scelta l'ho fatta solo per adattarmi conformisticamente. La persuasione pubblicitaria, le cosidette "tentazioni diaboliche", l'educazione, sono dei sistemi culturali che agiscono prima di tutto sulla nostra disposizione d'animo e anche, ma subalternamente, sulle nostre convinzioni. C'è una credenza che ti garantisce che una determinata persona rientri in una di queste categorie? A me pare di no: qualunque credenza può essere scelta per conformismo, per idealismo o per convenienza a seconda della situazione. La maggior parte dei cristiani del terzo secolo erano degli idealisti controcorrente, oggi lo sei più per consuetudine, così come abbraccieresti l'Islam se fossi nato in medio oriente.
Io credo che ognuno abbia un orientamento predominante; ma sicuramente li incarniamo tutti: talvolta segui la corrente, talvolta cerchi distrazioni, poi abbracci un ideale, o vivi nell'istante o ti impegni ma senza troppe illusioni.
Nota bene! Il conformismo ci rende suggestionabili da un potpourri di convinzioni confuse, quindi non è necessario distinguere il conformismo rivoluzionario sessantottino dal ciellinismo antiabortista, tanto che molti saltano scanzonatamente dall'uno all'altro, vedi -> Giuliano Ferrara. Invece, quando parlerò dell'idealismo, descriverò precise scuole di pensiero e credenze religiose perché l'idealista prende maledettamente sul serio le proprie convinzioni: non si può quindi conoscere l'atteggiamento idealista prescindendo dalle idee a cui aspira.
Adattamento o conformismo?
Ogni individuo deve adattarsi all'ambiente in cui vive. Semplicemente perché altrimenti viene escluso o sottomesso con la violenza. Tutto sta nel farlo il minimo possibile... Conformarsi supinamente, invece, significa credere che sia normale vivere come si vive senza mettere in discussione i modelli di comportamento a cui ci si conforma.
Obiezione: e se vivessimo in una società che conformasse gli individui a stare meglio possibile, conformarsi non sarebbe la scelta più saggia?
Sì, certo! Per me essere 'uguali agli altri', non è di per sé dannoso: se il branco segue regole sagge, i cuccioli del branco fanno bene ad adottare un comportamento imitativo. Del resto, proprio la volontà di distinguersi è un comportamento conformista su cui fa leva il messaggio pubblicitario che affianca al prodotto il tuo essere unico e speciale... tutti vogliono sentirsi speciali: quindi l'individualismo può essere conformista. Esempio: dal momento che ho deciso di seguire una dieta prevalentemente vegetariana, dovrei sospettare che sto facendo una scelta dannosa se scopro che proprio tra ceti poveri e anziani del sud Italia (con valori conservatori supini alla tradizione) si consumano moltissime verdure? Al contrario, mi conformo con gioia! Anzi, vado al mercato insieme alle vedove nere felice di ritrovarmi in un ambiente dove, essendo diffusa un'abitudine che giudico vantaggiosa, mi è più facile perseguirla!

Anticonformismo di massa: siamo sicuri che il -> namyokorenghekio (non si scrive così, eh? Si scrive nam-myoho-renge-kyo o Daimoku, ma a noi... ci frega?) sia un'alternativa anticonformista rispetto al mito di diventare velina o calciatore famoso? E cosa pensare di Baggio, calciatore buddista: status symbol del conformismo o eroe del libero pensiero? Quando vogliamo blandire il nostro gruppo sociale, ci ritroviamo in un imbarazzante conflitto tra i pulpiti: quale mainstream (corrente principale) seguire? Il conformismo consumista o il conformismo moralista? Il conformismo di sinistra o il conformismo autoritarista? A trent'anni, passare il sabato sera in discoteca e tirare di coca è altrettanto comune che a trentacinque metter su famiglia e a cinquanta fare volontariato. C'è il barista cocainomane, l'arancione coi tamburelli, l'impiegato coll'Ipod, la mamma sfiancata tra il bimbo alla piscina e la sorellina al ballo, il rapper ribelle, il prete, il carabiniere e le varie mescolanze: barista coi tamburelli, carabiniere cocainomane, prete coll'Ipod... Non dipende da quale attitudine hai, ma se te l'ha orientata il branco.
Mi ricordo che da piccolo facevo l'originale: il "panimetallaro", perché ascoltavo heavy ed ero pacifista però mi piaceva la moda ed ero filoamericano (un nugolo di contraddizioni insanabili, evidentemente). Così facendo sfuggivo per caso agli ingranaggi del conformismo? Neanche per idea: ero l'unico panimetallaro della terra (avevo pitturato con lo spray da carrozzeria la A di anarchia sul Monclair, ma si può?) ed ero comunque succube dei modelli imperanti, anche se li avevo shakerati furiosamente... Mi identificavo con una divisa = conformismo. Ci tenevo al giudizio dei coetanei = conformismo. Volevo essere il più figo e il più originale = conformismo. Io, tu, siamo tutti intrisi di conformismo, e non ne saremo mai completamente esentati, perchè siamo radicati nella storia (natura + cultura) collettiva.
(Dubiti che la cultura è una pellicola trasparente che ti avvolge come un tramezzino? Hai mai sentito parlare di 67 minusvalidi scomparsi di cui già 12 accertati omicidi e centinaia di sevizie compiute da un prete miliardario nella clinica Giovanni XXIII gestita dalla Curia calabrese? E' la clinica degli orrori, e i mass media l'hanno totalmente passato sotto silenzio. Nessuno ne ha mai sentito parlare. Qui un raro articolo su Repubblica del 05/02/2010)
Perché è dannoso conformarsi al nostro ambiente
Facciamoci una domanda cattiva: ma la gente, è felice? Quella che vedi sull'autobus e al supermercato, mediamente, a te sembra felice? Certo, poveraccia, sta lavorando... Il guaio è che a lavorare ci si passa mezza vita, quindi la domanda è lecita ugualmente: la maggioranza della gente è felice oppure no? Io credo di no, credo che le persone comuni vivono una vita di ordinaria infelicità, ma siccome non è facile dare un metro di misura, mettiamola in quest'altro modo: ti va bene avere la felicità media che vedi intorno a te? Penso che se sei qui è perché stai cercando altro.
Bene, allora questo è un postulato fondamentale: se fai scelte normali avrai una vita normale.
Come vive la maggioranza delle persone? (Si direbbe la massa ma questo termine in sociologia è stato proibito come fosse apologia del nazismo...) La maggioranza delle persone vive conforme a uno o più modelli imperanti e seda l'angoscia del proprio fallimento esistenziale con qualche favola. In occidente, ad esempio, la maggioranza insegue il consumismo, vive una vita di stenti, si deprime, si consola con il divertimento e poi si consola pensando che qualcosa nell'aldilà dopotutto deve esserci... Comincia con l'obbedire alle aspettative sociali rinunciando ai propri desideri. Se ci riesce, diventa vittima di una sofferenza improduttiva di tipo depressivo. (voglio ma non devo) Quando invece il controllo cede e gli impulsi hanno il sopravvento, conservano il carattere onnipotente del bambino, gettandolo in una sofferenza improduttiva di tipo isterico. (voglio ma non ricevo). Passa quindi dalla sottomissione all'aggressività e a quel punto tenta di evadere dalla sua stessa vista, di dimenticarla, come spiego nel prossimo paragrafo.
Il comportamento da evitare il più possibile, quindi, è l'adeguamento supino alle richieste del gruppo.
Oibò, c'è sempre di peggio:
1. essere morti
2. il marasma e la psicosi
Quindi perlomeno siamo vivi e lucidi. Ma pendoliamo tra la depressione e l'isterismo.
Evasione o alienazione?
Il bambino ha bisogno di favole perchè non ha ancora la capacità di affrontare l'angoscia. Apro un inciso carino, per me, perchè trovo incredibile quando la simbologia rivela palesemente il nostro profondo: i primi mesi di vita, il bimbo non teme affatto il buio; finchè, quasi da un giorno all'altro, comincia ad esserne terrorizzato: nel buio si sente angosciosamente solo, in preda a minacce sconosciute, che sono la concretizzazione di una paura ancestrale: fantasmi, scheletri, mostri famelici, zombie, morti insaguinati, assassini, che altro rappresentano se non l'angoscia della morte, cioé la scomparsa di sé o di chi ama? Ogni bambino prima o poi fa esperienza dell'angoscia, che concretizza nel buio o in altri oggetti simbolici. Per alleviare l'angoscia si crea o gli vengono forniti dei sedativi mentali, cioè delle illusioni che lo proteggano dalla realtà. (Approfondisci qui -> i meccanismi di difesa dell'io) Questo a prescindere se le figure parentali utilizzino o meno gli stessi sedativi. (Babbo natale è un sedativo specifico per bambini, Gesù Bambino è usato anche dagli adulti) Infatti, anche da grandi, di fronte ad eventi traumatici e incontrollabili, la nostra sofisticata psiche è capace di creare una realtà fittizia che ci protegga dal marasma, dal crollo interiore.
(Voglio ma non ricevo, quindi mi illudo)
Le illusioni sono necessarie, e la loro necessità dimostra che gli assunti da cui siamo partiti sono verosimili: la realtà è ostica, il mondo della natura e la società non sono disegnati per renderci felici.
Evadere in un'illusione rilassa e rigenera (attività ri-creative), quindi fa bene: ci immergiamo in un romanzo come in un sogno che libera i desideri troppo audaci, e magari getta l'impulso per trasformarci intimamente (catarsi).
Perché è dannoso alienarsi dalla realtà
A patto che sia un break per prendere la rincorsa e non un rifugio per fuggire dalla propria vita: se vissute come alternativa alla vita, distaccandoci dalla realtà ci impediscono di crescere, cioè di apprendere come modificare la vita o accoglierla nella sua complessità. Ti faccio un esempio, ma prendilo per quello che è: la migliore delle illusioni è come la più bella fotografia di un tramonto paragonata a un temporale che ci coglie alla sprovvista: vento di pioggia impregnato di ozono, tuoni minacciosi che illuminano di immenso, terreno zuppo che odora di muschio, palpitante di trasformazione, di vita reale... Quindi le realtà immaginarie, i sedativi dell'animo, vanno adoperati con il giusto strumento: il realismo, il senso della realtà. Quando sogniamo un sogno sapendo di sognare, noi restiamo l'artefice, il regista. Possiamo valutare se, quando e come sognare. Il campanello di allarme che ci dovrebbe far accorgere di diventare schiavi di un sogno è quando non possiamo aprire gli occhi: «Hai mai fatto un sogno tanto reale da sembrarti vero? Se da un sogno così non dovessi più svegliarti come potresti distinguere il mondo dei sogni dalla realtà?» (Wachowski Brothers, The Matrix) Posso decidere di svegliarmi oppure non so più quando sono sveglio e quando sto sognando?

Alcune forze sociali, tuttavia, hanno interesse a sedare le masse vendendo palliativi. E se la favola te la racconta qualcun altro convince di più... per questo sei grato alla società -soprattutto a una fonte autorevole come il genitore per il bambino e il medium per la massa- se ti anestetizza con un
sistema apotropaico: insieme di elementi in relazione logica tra loro che ti persuadano del lieto fine. Gli spot pubblicitari ti promettono una vita felice acquistando il loro prodotto, l’Eden non ha data di scadenza quindi per sette sacramenti è un vero affare (ma ci sono i costi occulti dei precetti morali come non toccare il feto, non toccare l’8x1000, non toccare il bigolo o la patatina) i cinegiornali Luce e i telegiornali dispensano la consolante legittimazione dell’autorità in cambio del voto, e Hollywood garantisce che i buoni vincano sempre, che se usano la forza contro i cattivi è solo quando è giusto, e che tu -avendo pagato il biglietto- fai parte dei buoni. E' anche il funzionamento degli stupefacenti, che assumono il controllo di una persona rendendola dipendente. Questa è la differenza che passa tra l'idealismo e l'ideologia, tra la religiosità e le religioni dogmatiche; infatti, sia ideologie che religioni ci vengono opportunamente insegnate quando siamo piccoli, cioé quando confondiamo facilmente le illusioni con la realtà.
Un errore comune è pensare che ci siano due fronti contrapposti: da una parte il consumismo sfrenato, l'individualismo e l'illegalità; dall'altra i valori, l'altruismo e il rispetto delle regole. Può darsi, ma l'alienazione è assolutamente trasversale: alcune forze sociali si avvantaggiano se entri nel casinò, altre se entri in un luogo di culto... Molte persone trovano la serenità immaginando l'amore di un Dio Padre e una madre Chiesa: restando, perciò, perenni bambini. Il controllo dell'informazione è Il tifo sportivo, il consumismo, i casinò, guardare la tv, le onoranze funebri, le discoteche, i videogiochi, le commedie di Hollywood sono evasioni di massa. Ma oltre ad essere comportamenti conformisti, rischiano di condurre all'alienazione: e infatti, quando la persona perde il controllo, si immedesima nella finzione confondendola con la realtà e diventa schiava del "gioco", shopper compulsiva, videodipendente, fanatica sportiva o integralista religiosa...
La maggioranza delle persone vive una vita infelice, ma non avendo il coraggio di uscire dal conformismo, ripiega nell'alienazione.
Le leve per governare la massa (accidenti, mi è ancora scappata quella parolaccia!) sono le emozioni primitive: amore per un santo, odio del diverso, terrore senza volto. Le emozioni triviali incollano al medium, che evoca gli spiriti affinché prendano possesso di te.
Idealismo eroico
Occhio: -> credere nell'aldilà, nel materialismo storico, nella patria, nel progresso infinito (-> estropianesimo) se è per educazione ricevuta, quindi senza aver messo in discussione le credenze dell'infanzia, non è idealismo...
Torna alla casella "alienazione conformista" senza passare dal via!
Molto diverso, invece, è decidere di combattere per un ideale pur sapendo quanto sia remoto o utopistico.
Per dare un senso alla tua vita è necessario che vivi per qualcosa di più grande di te.
Naturalmente qui non si tratta di decidere di illudersi, che è una contraddizione in termini, ma di decidere di combattere eroicamente: dal momento in cui si mettono in discussione gli ideali in cui siamo cresciuti e li si riconosce come tali, cioè appartenenti al mondo delle idee, si può anche decidere di combattere affinchè la realtà si avvicini ad essi ma riconoscendo che sono irraggiungibili o almeno estremamente remoti e improbabili.
Questa è la fondamentale differenza tra Don Chisciotte e Cirano, posto che il primo non fosse consapevole dei suoi deliri e il secondo invece sapesse di combattere invano: Don Chisciotte, con pardon parlando è un alienato, mentre Cirano un vero idealista. E l'idealismo è meraviglioso. Combattere per un ideale da senso alla vita. Ti fa crescere, ti da spessore, e... evitare la noia! Ha un solo piccolo difetto, che se si prende sul serio un ideale, qualunque esso sia, si mette in serio repentaglio la qualità di vita. Il motivo è semplice: nella misura in cui ti sacrifichi per un ideale, beh... appunto, ti stai sacrificando! Un atleta che voglia ad ogni costo eccetera, sarà disposto a massacrarsi, a sovraccaricare il cuore e le articolazioni... Sacrificherà la salute, la famiglia o gli amici sull'altare della sua medaglia. Un idealista è anche capace di esplodere insieme ai suoi nemici. Chiamalo terrorista, se vuoi, tanto le due cose non si escludono affatto: il terrorista è l'eroe di quelli che chiamano il nostro eroe terrorista.
E in ogni caso, sia il terrorista che il vero eroe avranno il paradiso, un monumento e una vita difficile.
Madre Teresa di Calcutta è l'esempio perfetto, perché ha dedicato la sua vita a qualcosa di più grande della sua vita: ricambiare l'amore di Cristo e salvare le anime dall'inferno. Nessuno lo sa (e non è un caso, come -> ti spiego in questo articolo) ma è accertato che è stata una donna tremendamente infelice e perennemente
depressa.
Io credo perché aveva completamente negato la sua natura umana, femminile e animale... Ma il corpo non perdona.
Se quello che ho scritto sulla futura santa ti sembra ridicolo o addirittura falso, prima di giudicarmi abbi il coraggio di leggere qui, oppure compera -> "come be my light": un libro curato da Padre Kolodiejchuk, membro delle Missionarie della Carità, nonché postulatore della causa di canonizzazione della beata; questo libro raccoglie le lettere che Teresa scrisse ai suoi confessori per oltre cinquanta anni. E' un diario intimo della vita della futura santa...
E scrive quello che nessuno si immagina.
Sistemi idealisti (Le scelte idealiste non sono intercambiabili come le adesioni conformiste)
Se il pensiero positivo e i consigli facili di self-help hanno il limite di ridurre la felicità al buon umore, l'adesione a degli ideali si situa all'estremo opposto: rende la vita degna di essere vissuta, spesso sacrificando la serenità, la salute, il buon umore.
Il Buddismo fatto sul serio (distacco da qualunque attaccamento affettivo)
Per alleviare l'angoscia puoi liberarti dai desideri. Il miglior programma per alleviare l'angoscia è il buddismo originale. Lo rispetto ma non lo prediligo: finché c'è speranza di felicità, per me è un po' come buttare il bambino con l'acqua sporca: pur di non soffrire scegliamo l'atarassia, il distacco dalle passioni. Ottima strategia solo se ci si trova in una situazione disperata... Segnati di diventare monaco, quando ti daranno quarantott'ore di vita, ok?
In occidente, il Dalai Lama ha saggiamente promosso una versione light, o buddismo all'americana: non devi affatto rinunciare al desiderio, solo alle emozioni negative: e verrai pervaso da pace, amore e sano, scanzonato egoismo...
E' raccapricciante come lo si possa confondere con il pensiero positivo, i figli dei fiori o il meeting CL di Rimini, e il motivo è semplice: la maggioranza delle persone che parlano di 'fare il vuoto interiore' e di karma, potrebbero parlare ugualmente di reiki o Medjugorje o che figo è Don Giussani, che non cambierebbe niente né a loro né a noi.
Si annoiano, captano una nuova moda e la assorbono per darsi uno stile popolare, trendy (cioé che segue un trend).
Se sono un po' depresse e hanno bisogno di rimuovere l'angoscia della vita, hanno a disposizione l'escatologia nirvanica, che infatti ha tutte le carte in regola per la medaglia del favolismo alienante: ti spiega perché soffri, ti dice che fai bene a rassegnarti e che non morirai ma confluirai nel Brahman e sarai tutt'uno con i fiorellini, tutti una sola cosa in Cristo e nella Comunione dei Santi... ops, forse mi sto confondendo con un'altra favola ;-)
Qui ho approfondito cos'è il buddismo, cosa propone di utile e quali sono i suoi rischi: -> la felicità buddista
Il fiorente marketing della trascendenza
(quarta via di Gurdjeff, Scientology, Soka Gakkai, Hare-Krishna, Fabrizio Paoletti, New Age, focolarini...)
Ci sono al mondo un'infinità di guru che fanno pacchettate di soldi vendendo cose geniali che trovi anche gratis (e che non hanno inventato loro) condite da aria fritta (inventata da loro). Cosa ne so io? Innanzitutto ho scoperto Robbins che avevo quindici anni, a sedici ho partecipato a degli incontri con dei tizi e studiato "il vulcano che c'è in te" di Ron Hubbard (Dianetics, poi diventata Scientology), poi vari altri meeting, ho camminato sul fuoco, weekend in giro per il mondo a Londra, ad Assisi e incontri esoterici al limite dell'illegalità che quindi non posso ne serve che ne parli. Non ho quindi avuto pregiudizi (bensì... "postgiudizi" come quello che esprimo qui) e preferisco saggiare con mano prima di giudicare, ma se mi scotto lo dico!
Tutte queste -> 'scuole' o sette (te la prendi se ci includo anche i centri di riabilitazione dalla tossicodipendenza, qualche psicoanalista deontologicamente spregiudicato, i Testimoni di Geova, i mormoni, il comunismo e l'Opus Dei?) si fondano sui seguenti presupposti:
1. noi possediamo una via migliore e più completa di qualunque altra 'scuola'
2. per scoprire l'illuminazione devi seguire un maestro
3. all'inizio non puoi capire tutto: prima devi essere dei nostri, poi col tempo capirai
4. il nostro sistema, credo, eccetera, spiega tutto
Mi chiederai (non me lo chiederesti mai, ma siccome se una persona gentile, fai uno sforzo e chiedimelo, no?) cosa centra il comunismo? Una volta sono stato in un centro di Lotta Comunista e ho fatto alcune domande non allineate (suggerivo che la dialettica fosse pura metafisica e non legge scientifica della storia perché se non può pronosticare quando un ordine, un impero, una classe, cioé una tesi viene ribaltata dall'antitesi, è come prevedere che prima o poi la terra finirà. Grazie, ma quando? Domani o fra -> 500 milioni di anni?) Fu come se avessi bestemmiato durante l'elevazione... L'oratore mi liquida con sufficienza: "leggiti il mio libro e poi ne riparliamo" e mi si allarga intorno un buco nero umano. Come fossi diventato invisibile. Quindi anche LC, per quanto mi riguarda, risponde ai punti detti sopra.
Pregi
- Ovviamente ti offrono una comunità di amici (interessàti, e che ti rifiuteranno se un giorno abbandonerai la "scuola") begli amici di merda... Io ho amici cattolici, testimoni di Geova, newageisti, buddisti... Anche un amico neonazista, ma che mi importa? So che e 'nu bravo quagliò, non ha mai fatto male a nessuno, solo che si esalta per alcune forme estetizzanti e nostalgiche di autorità, ma finché non mi ammazza le vecchiette e si limita a farneticare con due gatti filosofi, perché dovrei rifiutarlo, che ci vogliamo bene da vent'anni?
- I maestri sono persone con grande esperienza, cultura e carisma, sicuramente molte tecniche e consigli sono validissime. (Per questa ragione, persone anche colte e intelligenti vengono calamitate nell'orbita e lentamente fagocitate) Il fatto è che non sono gratis: in cambio vogliono trasformarti in un loro seguace. Compra un libro usato di Anthony Robbins e avrai in mano un testo da studiare per anni con le tecniche migliori. Non avrai bisogno d'altro.
Se vuoi partecipare a uno dei seminarshows, dancemeeting e simili, ti consiglio questo gruppetto di afecionados della -> crescita personale PNL: sono persone semplici, cordiali... economiche.
Difetti
Che ti liberi da una galera per andare a remare in un'altra. Ti "liberano" dal conformismo, dalla vacuità, magari anche dalla depressione, ma ogni cosa che ti danno lo fanno solo affinché tu creda in loro e li serva. Sarai un allievo a vita, anche quando diventerai un maestro: avrai sempre qualcuno a cui devi obbedire come nell'esercito o... nel clero!
E nelle imprese multilevel-marketing. Tutte le sette hanno una gerarchia palese o occulta, e se tu vuoi partecipare devi uniformarti, altrimenti sei un "esterno".
- Come capire le loro intenzioni coercitive? Guarda è davvero semplicissimo: nelle riunioni di gruppo (messe, quando incroci altri pazienti, eccetera) favoriscono la critica, il dissenso, o esaltano e premiano il bravo allievo che ripete la lezioncina? Magari adesso stai pensando... hum... ma tutti i gruppi sono così, pure la compagnia del quartiere e l'Arci! Ma niente affatto, sarà normale nel nostro mondo di m***a, ma: una compagnia di veri amici non ha una gerarchia e nessuno si sottomette, si cerca di prendere le decisioni tutti insieme e al centro ci si va un po' per ciascuno.
- I maestri sanno. Hanno capito tutto, sono il top, non hanno nulla da imparare da te: loro ti spiegano e insegnano, tu ascolti e impari, fine della storia. Prova a fare finta di essere perfettamente d'accordo e a guardarli venerante... Ti riserveranno subito un trattamento privilegiato, cioé premieranno la tua docilità. Prova invece a leggerti bene il libro di un qualunque altro guru, Osho, Sai Baba, guarda ne trovi a montagne! Citaglielo dicendo che è fantastico e trovi il suo insegnamento fondamentale: lo criticheranno senza entrare nel merito, senza salvare nulla! Mai un guru che dica: Osho? Interessante, magari un giorno ci andiamo? Anthony Robbins? Ah, certo, anche io lo adoro, è un grande!
Toh guarda... caso vuole che sempre i loro eventuali maestri sono ahimé defunti dopo aver lasciato a loro frammenti unici di un insegnamento perduto, oppure sono entità incorporee (ehm: "colui che mi ha mandato, il Padre mio che è nei cieli...") o lama introvabili su qualche remoto cucuzzolo e di cui non possono rivelare il nome...
Conclusione: loro rimangono gli unici che possono salvarti, chiaro no?
- Aria fritta: siccome oltre a tecniche che puoi apprendere anche da te o da altri gruppi non possono offrirti perché a meno che non sono schizo non hanno avuto nessuna rivelazione da una porta multidimensionale, inventano dei tesori invisibili (= inverificabili): la vita eterna, la purificazione interiore, la liberazione dal ciclo di rinascite, far parte dei centomila eletti di Geova, apprendere la telepatia, incontrare gli alieni che ti porteranno in un altro pianeta... Credi che me le sto inventando? Non ce n'è bisogno, Scientology parla di alieni e viaggi astrali, Sai Baba crea l'oro dal nulla (con volgari trucchetti da prestigiatore). Il tutto è coronato da incredibili esperienze che però tu non puoi ancora fare: viaggi astrali (io ne ho fatti tre con l'LSD che mi hanno sconvolto la vita), sogni lucidi, telepatia, miracoli, visioni... E da un'accozzaglia di cose pittoresche come stigmati, amuleti, segnali giganteschi per far trovare parcheggio ai posteri che verranno a sciogliere i seguaci dalla crio-ibernazione...
C'è da non crederci, ma se pensi che a -> Lourdes ci vanno CINQUE milioni (o almeno così dicono) di persone l'anno...
- Umiltà e gratuità: la maggior parte dei guru sostiene che non riceve denaro, molti di questi sono modesti e dicono di essere solo degli umili messaggeri,
tutti nascondono le proprie ricchezze e ne hanno parecchie. Nessun guru è veramente povero, ma si presentano tutti in scarpe da ginnastica e tunica grezza... Osho addirittura dice che non ha niente da insegnare, che non è un maestro e che non bisogna mai seguire quello che lui dice ma ragionare con la propria testa. Lo diceva anche Nietzsche (da cui copia frasi precise dimanticandosi di citarlo) ma Nietzsche non aveva 70 limousine. Non so perché i guru abbiano sta fissa di collezionare auto, chi Ferrari, chi Rolls... Vengono idolatrati da masse di seguaci che parlano di loro arrossendo, come se non fossero degni, e investendoli di epiteti sacri. Reverenza stile vieni Signore Gesù. Un altro che aveva tutto chiaro, ma si dimenticò di spiegarci che dalla muffa si può ottenere la penicillina. Ecco quindi l'ultimo punto in comune: non lavorano. Il guru fa di mestiere... Il guru!
- Robbins: "Come migliorare il proprio stato" eccetera è il libro più completo, 500 pagine fittissime di tecniche. Completo e organico. Io l'ho studiato seriamente e ogni due anni me lo rileggo. Al finale scivola in una manfrina sulla generosità e getta qualche amo per adescare nella sua setta di robbinsiani, tutti convinti, incravattati, sempre sorridenti... Mio Dio.
- Osho: adora contraddirsi, sostiene che è stimolante. In effetti ci riesce: non seguitemi! Poi fonda ranch di seguaci... Spogliati di ogni fede e torna bambino! Come se i bambini non fossero l'apoteosi della credulità... Abbandona il tuo ego! I tuoi soldi dalli a lui e il sesso pure, fallo con lui, tanto chi è puro non si corrompe, accetterà volentieri la tentazione!
E' il prodottino adatto alle persone semplici che vogliono velare di spiritualità il proprio squallore quotidiano.
-
Gurdjieff / Ouspensky: 'anartra teoria sincretista che dice di cogliere er mejo der mejo di tutto, da induismo a cristianesimo a sufismo con annesso enneagramma. Scopo? Crearsi l'anima e diventare immortali tramite la consapevolezza. Manca l'optional del viaggio astrale. In questo saggio spiego -> da dove viene la banale ossessione di immortalarsi. Bruno si fece bruciare perché riteneva che i pianeti avessero l'anima, Gurdjieff dice la stessa puttanata dopo duecento anni di scoperte scientifiche e ci specula sopra. Inelegante, quantomeno.
Risorse critiche (attenzione, talvolta mosse da vittime di altri pulpiti!): (tutti i link vanno a siti esterni)
Scientology - catechismo cattolico - profezie, fine del mondo, Maya e cazzate simili - Patrizio Paoletti - Testimoni di Geova - Soka Gakkai - Anthony Robbins - Sai Baba - Osho - Comunione e Liberazione - Lotta Comunista - Focolarini
L'edonismo libertino: la vita al massimo
Se l'edonismo aspira al piacere, il libertinismo è un edonismo concentrato sul piacere immediato dei sensi.
Il suo emblema è il marchese De Sade. Ma cosa c'è di tanto scandaloso nel piacere sfrenato? Hai mai partecipato a un'orgia? Io no, e ormai non mi sento più l'età adatta, ma se tutti si mettono il cellophan al bigolo, per me ci può andare anche mia mamma... Vasco non lo conosco personalmente, e certamente in quanto uomo di spettacolo e di successo è un conformista sputato, non ha nessuna importanza se sbiascica di libertà e ribellione! Però, da quel che ho letto nella cronaca, deve essere un tizio che, a parte il conformismo inevitabile dello show business, cerca di vivere perennemente al massimo e al di sopra delle regole e delle convenzioni. In parte è anche un idealista (il suo ideale si chiama libertà) ma ciò che persegue è il soddisfacimento degli istinti, non il semplice divertimento: il libertinaggio è l'adorazione della carne e delle sensazioni. C'è qualcosa di mistico, nella lussuria, non pensi? Sembra coincidere con l'evasione eppure è ben diversa: l'evasione usa i sensi per fuggire alla relatà rifugiandosi nella fantasia, il libertinaggio usa la fantasiaper dilatare le sensazioni e svolazzare languido da istante a istante... L'evasione ferma il tempo, la lussuria insegue il presente che scappa. Ma il divertimento e il piacere dei sensi hanno una caratteristica in comune: anche -> il piacere è solo una parte della felicità.
E tra l'altro non è affatto facile vivere per il soddisfacimento del corpo, anzi è faticoso: essere dissoluti incasina la vita e la accorcia Ehm..
Proprio come per i terroristi, con pardon parlando! Ciononostante, questo stile di vita non è per niente scemo, e il ragionamento che lo giustifica è il seguente: posso morire da un momemto all'altro, quindi vivo come se questo fosse l'ultimo. Giusto. Peccato però che se non lo è...
Quindi, è vero che essere felici significa vivere le emozioni desiderate: saperle gustare quando accadono, saperle pregustare e rigustare ricordando. Ma il flusso, i valori, i sentimenti, non si riducono al piacere, e il piacere duraturo si peregue anche tramite lo sforzo... Il vero edonismo è malettamente spirituale, e lo possiamo chiamare:
> EUDEMONISMO
(ma che nome orripilante! ...D'accordo, d'accordo, chiamiamolo: "edonismo catastematico" hahaahahahaha!!!)
(clicca qui per tornare all'indice)
Scusa ma... e perché non ci poniamo come scopo una vita lunga, intensa, avventurosa ma che non spappoli il fegato?
E perché dobbiamo scegliere tra i piaceri sensuali e i piaceri spirituali? Insomma... perché non puntiamo ad avere tutto? Piacere, divertimento, passione, ideali per il maggiore tempo possibile?
E infatti, che cavolo sto a scrivere, io, senò? ;-) Ma per bilanciare ingredienti antitetici come il soddisfacimento dei sensi e sacrificarsi per un ideale, occorre evadere dal conformismo, accogliere l'angoscia, risvegliare l'ossessività idealista ma imbrigliarla, sprofondare nell'attimo salvandosi dalle conseguenze dell'intemperanza... Occorre, insomma, sviluppare un metallo simile all'electron: carne consapevole.
Il nostro obiettivo, quindi è:
1)
Una vita piena di momenti di godimento immediato dei sensi. (L'edonismo libertino che abbiamo visto sopra)
2) Ma non solo: anche il piacere interiore, come il godimento estetico del bello (l'estetismo dandy di Oscar Wilde)
3) Anche però i piaceri durevoli: una vita lunga, sana e libera (piaceri catastematici, li promuove ad es. l'epicureismo)
4) A questo punto aggiungiamo quegli aspetti della vita che non si riducono al piacere, ma che donano intensità e spessore a noi e alla nostra vita: l'amicizia, l'amore, il potere.
5) E, per completare, la dimensione ideale: crescita interiore, autostima
e una missione altruista nel mondo.
Piacere dei sensi e interiore, una vita lunga e libera, affetti, controllo dell'ambiente e virtù: questo è l'eudemonismo, l'orientamento etico che pone come scopo della vita il raggiungimento della felicità.
In pratica, significa che tutto quello che decidiamo va orientato al nostro bene, non al bene sociale, cosmico e morale (come ad esempio l'imperativo categorico kantiano). Il bene morale -gli altri e gli ideali- vanno subordinati alla propria felicità. Le virtù, anche quelle civiche, vanno coltivate non perché qualcuno lo comanda o perché è nella nostra natura, ma se e quanto ci rendono più felici.
Ecco i tre nostri avversari, invece:
1) Conformarti, che significa sottometterti.
2)
Ossessionarti per un ideale, che significa diventarne schiavo.
3)
Vivere sfrenatamente i propri istinti, che significa perdere il controllo del proprio futuro.
4) E non puoi fidarti ciecamente né della tua natura né della società in cui vivi...
Quindi, l'eudamonismo, la massima felicità possibile per più tempo e intensità possibile, è l'orizzonte, il sogno, l'obiettivo. Ma siccome ci sono delle forze contrarie molto potenti, non sarà mai perfetto: sarà il più possibile!
Se anche tu concordi con me nella ricerca di felicità di compromesso, io mi trovo a mio agio con te qualunque siano le tue preferenze. Intendo dire: una volta che concordiamo in un edonismo realista, io e te siamo nello stesso scenario (cioè ci troviamo sulla terra intrisi di vita e di fronte al buio ma nessuno dei due svolazza tra puttini, reincarnazioni karmiche o utopiche abolizioni delle classi sociali) e mettiamo in campo le stesse risorse: esperienza, intelligenza, fantasia. Quindi, confrontarci non può che essere istruttivo per tutti e due.
Già, ma quindi come facciamo a discernere, della natura e della società, ciò che favorisce la nostra felicità? Come facciamo a scegliere il metodo migliore, l'arte migliore, e insomma a scegliere? Se ti guardi allo specchio noterai che il tuo volto è collocato su un lato di una specie di protuberanza, di arto monco: si chiama "testa". Che non serve solo per sorreggere la faccia ma ha l'ulteriore scopo di contenere il cervello...
E visto che c'è, perché non provare anche a usare il cervello? :-DDDDD
Che ti offre due simpatici strumenti: intelligenza e ispirazione (istinto, sesto senso, voce interiore, sentimenti...)
4a. follia, mantica, visioni, deliri vari
Per ispirazione intendo l’intuizione personale ma anche le voci interiori o la parola di un dio. Riguardo a questo strumento, però, io non ti posso essere di nessuno aiuto: ispirazione, intuizione e fede sono dei vissuti personali che non dipendono dalla nostra volontà: non siamo noi a decidere se avere una buona intuizione, se credere un Dio piuttosto che un altro. Ci capita, semplicemente.
Non potresti mai credere in Allah se sei un mormone o nell'ascensione di Maria se sei un rabbino... Sono accadimenti che non decidi, e puoi solo sperare che la sorte ti conceda le ispirazioni per diventare felice.
Ecco, e mentre attendiamo di essere rapiti da un dio o cadere in preda alla mania?
4b. l'esercizio dell'intelligenza
L’intelligenza è molto diversa: è l’unica facoltà che abbiamo che possa emanciparsi dalla natura e dalla società (pur crescendo da e in esse) e che possa essere favorita, allenata e ottenuta quanto e come vogliamo.
Puoi diventare più intelligente, se vuoi. E puoi imparare ad agire seguendo la tua intelligenza, se vuoi.
L’intelligenza è formata da: esperienze, nozioni e ragionamenti
Un viaggio ti offre l’opportunità di acquisire esperienze di scelte e convinzioni diverse, stimolando la tua intelligenza. Così qualunue concetto o nozione che impari criticamente (cioè non come verità rivelata da accettare per ispirazione, come quella religiosa o le ideologie politiche) e, ovviamente, l’esercizio della riflessione: più rifletti, pensi e ragioni, più diventi capace di farlo, come in qualunue altra attività.
Ma soprattutto quando unisci questi tre mezzi insieme, quando li confronti e favorisci tutti e tre puoi incrementare drammaticamente la tua intelligenza e farla diventare un potente alleato e l’arbitro supremo delle tue scelte (Perché l'intelligenza ti aiuta anche a imporre la tua volontà alle tue emozioni!), cioè offrirti la libertà di seguire i tuoi istinti per tua libera scelta, e seguire i precetti sociali per tua libera scelta.
Più intelligenza = più libertà.
Obiettivo number one: l'ammorrrreeee!
La cosa più intelligente che puoi fare è porti come obiettivo la tua felicità. Le felicità non sono tutte uguali, e neppure sempre la stessa per tutta la vita. Ma se sei furbo ti siedi in giardino o in poltrona e cerchi di capire che cosa veramente ti può fare felice, cos'è veramente essenziale e cosa è secondario. Un figlio? Immortalarti dando il nome a una luna di Giove? Se scavi a fondo, scoprirai che al di là delle differenti forme, il cuore della felicità è amare se stessi e scambiarsi amore con qualcuno (e un pizzico di sano controllo sugli eventi che ti circondano!). Il resto è un pretesto: avere successo è un pretesto per amarsi, avere un figlio un modo per scambiare un amore profondo con qualcuno. Vorrei che tu riflettessi un attimo, però, sul fatto che spesso le persone, invece di raggiungere lo scopo... raggiungono solo il pretesto! Quanti genitori hai sentito lamentarsi, non sentirsi rispettati o ricambiati? E sono sicuro che se una persona non si stima, se raggiunge successo non cambierà idea. Però questo è quello che ho scoperto dentro il mio cuore, magari a lcentro del tuo non è esattamente così o non ci sono solo questi due desideri di amore...
Per puntare ai veri obiettivi e non ai pretesti, devi scavare nel tuo cuore ma anche come funziona il tuo cervello in generale e il tuo corpo...
le regole del gioco: la realtà concreta
Allora: per vincere devi conoscere le regole. Magari sono regole assurde, ma quelle sono.
Io per esempio trovo assurdo dover bere 3 litri di acqua al giorno, ma soffro di calcoli e mi conviene, vado sempre in giro con la mia bottiglietta! Già, perché per essere felici innanzitutto bisogna avere una vita pratica che funzioni, questo è un punto di partenza imprescindibile. C'è un bellissimo film che prende per il sedere questo atteggiamento pragmatico, è Ultimo tango a Parigi. I due rivali alla fine si incontrano; Marlon Brando osserva con raccapriccio il suo rivale spiegargli che il suo segreto è... trenta flessioni tutte le mattine! In effetti, essere prosaici non è mai romantico. Romanticismo e prassi sono agli antipodi. Vuoi una vita romantica? Torna a "idealismo" e metti in conto che sarà dannatamente tormentata!
Qui puoi trovare una sintesi delle osservazioni più ragionevoli, spero, intorno al mondo, alla società e alla natura umana: www. scibile.it (Si beh, in effetti l'ho scritto sempre io... Lo ammetto, d'accordo, è volgare autopromozione!)
Sì perché ci sei tu che vuoi essere felice, giusto? Ma vivi affondato nella tua natura istintiva, biologica, eventualmente spirituale (peccato, samsara eccetera), e condizionato dalla cultura in cui sei nato, in una realtà di forse sociali contrapposte di cui ognuna esige da te sottomissione esclusiva. E in tutto questo devi riuscire a strumentalizzare la tua natura orientandola al tuo fine e ottenere dal mondo ciò che ti serve...
Se volevi una soluzione facile, beh... Scordatelo, ma diventare profondamente felici, ti rendi conto se ci riusciamo?
Tu sei un animale di carne, hai un corpo, delle viscere, necessità di zuccheri e istinti animali. Questo significa essere concreti. La tua macchina deve funzionare perché non ne hai due, quindi questi sono i dogmi della feliciologia:
Salute (dieta magra, bere molto, sport aerobico, riposo notturno 7-9 h, poco tabacco, poco alcol, no droghe pesanti)
Denaro (più entrate delle uscite o viceversa, un piccolo risparmio, mantenersi professionalmente aggiornato)
Sicurezza (guida prudente, difesa personale, spray al peperoncino, nuova serratura e altre precauzioni)
Consigli banalissimi, come vedi... Ma per essere felice non devi nè seguire il branco né distinguerti. Solo ragionare.
(Poi le rivediamo bene passo a passo nella parte del metodo. Ah, una cosa: anche la volontà per farle la vedremo lì!)
Ma allora se devo essere pratico... e i sogni? Yes, you can! (But a little bit slowly...)
L'elucubrazione di cui ti dicevo sopra, in poltrona o in giardino a chiederti cosa vuoi veramente, ti serve per fare una gerarchia, e magari ridurre i tuoi obiettivi a quelli davvero importanti. In questo modo ottieni un ordine di step, gradini, livelli intermedi, o, con un neologismo tremendo: sottoscopi! Dalle cose più pratiche e urgenti fino alle più sublimi e ideali. Se vogliamo tutto e subito ci frustriamo inutilmente. Dritti allo scopo, puntiamo il centro, e da lì discendiamo in una scala di sottoscopi che ci mostrano gli obiettivi intermedi in vista di quello che veramente vogliamo.
Come? Schema degli obiettivi = idee chiare su cosa fare giorno per giorno
Se può servirti fare un confronto: una volta soddisfatti i dogmi, i miei personali scopi pratici: nutrire l'amore con Gemma, radicarmi alle Canarie, amare di più i miei amici. Scopi ideali: fare -> un romanzo che faccia sognare qualche anima spersa. (Deve essere bello, però, accidenti!) Prendiamo come esempio quest'ultimo obiettivo, non urgente ma importante: dalla sommità ho snocciolato una scaletta di sottoscopi (rileggere alcuni romanzi, appuntarmi le idee...) Bene, quindi, ogni giorno, una volta che ho soddisfatto gli step pratici, trovo dieci minuti per il prossimo scalino del mio obiettivo, quindi lo sento vicino, sento che un passettino anche oggi l'ho fatto! Vorrei imparare a ballare, ma non posso fare mille cose, quindi? Imparare a ballare via, scopo eliminato, è più importante il mio romanzo!
Lo sport del pensiero? -> Wikipedia è la palestra...
Il tuo alleato (l'intelligenza con la quale ti chiarisci lo scopo, i sottoscopi, come raggiungerli...) ha bisogno di allenamento. leggi, parla con persone di credi differenti, sfoglia sempre su Wikipedia qualunque cosa ti capiti a tiro: i suoi articoli sono sempre molto verificati e trovi segnalate le opinioni discutibili. Gli articolisti sono migliaia, quindi ovviamente ci sarà il comunista, il cattolico, il pacifista, l'occidentalista, ma proprio per questo puoi davvero viaggiare all'interno di un mare di informazioni che nel loro insieme danno un ritratto attendibile dell'universo. Hey, perché non provi a scrivere un articolo? Lo sai che puoi correggere uno già esistente?
Qui trovi -> un articolo di Wikipedia... su Wikipedia! E riporta anche le opinini negative! Favoloso esercizio di critica!
Saggezza e benessere parte I: flessibilità (ovvero stemperare l'idealismo)
In linea di massima, ragionando con i miei amici e amiche, mi è sembrato comodo disporre le varie strategie su una linea ai cui estremi si trovi da una parte l'accettazione e dall'altra la lotta.
(Tra la volontà di felicità e la natura-società)
Ovvero: in ogni situazione possiamo adeguarci o combattere (fly or fight). Se impariamo ad adeguarci ci guadagniamo in serenità ma rischiamo di scivolare nella depressione (quando cioè i desideri a cui rinunciamo si ribellano inconsciamente); se impariamo a combattere otteniamo passione, che è composta di godimento e angoscia (perchè più combatti più vinci ma anche perdi, perchè ricorda: la felicità assoluta è irraggiungibile!). Quando sappiamo in quali frangenti è più opportuno adattarci e in quali frangenti i nostri desideri esigono la lotta, siamo diventati saggi.
Atteggiamento conformista
Accettazione = 100%
Lotta = 0%
Risultato: accettazione sociale e depressione
Atteggiamento idealista
Accettazione = 0%
Lotta = 100%
Risultato: rifiuto sociale e passione
Quindi è palese che è più intelligente trovare un compromesso evitando entrambi gli estremi! Questa mia geniale scoperta è già stata fatta circa 2500 anni fa da un certo Aristotele, che nella sua Etica Nicomachea stabilisce che sia la codardia che la temerarietà sono sbagliate e la virtù è un coraggio prudente. Cambiano i termini, ma a dispetto della banalità, concordo totalmente. Del resto, perché dovrei inventarmi una soluzione peggiore se quella classica va bene?
Prima o poi classificherò tutte le strategie che conosco e che considero sagge valutandone le differenti percentuali sulla linea tra ottenimento della serenità e della passione, ad esempio le scuole psicoterapeutiche, la PNL, l'epicureismo, l'edonismo, il buddismo occidentale, la sublimazione ludico/artistica... tutte correnti esistenziali meritevoli di essere sperimentate e che hanno sicuramente da insegnare qualcosa.
Ma in ogni caso, la scelta tra quale strategia adottare, la puoi fare solo tu stesso.
Questo perchè una volta che tu:
1)
conosci i tuoi desideri irrinunciabili (una famiglia, sentirti libero...)
2)
l'ambiente che ti circonda (un college, un campo di sterminio...)
3)
adotti una strategia che mira ad una felicità di compromesso
4)
hai l'energia e la applichi
Sai già quanto vuoi e sei disposto a lottare. Altro non è dato.
Quella che seguirà sarà una mia versione di una strategia per diventare più felici possibile, ma da qui in avanti ricordati che se i tuoi bisogni sono differenti dai miei o preferisci la serenità alla passione non ho più niente da consigliarti. Comunque spero che se un giorno raggiungerai la vita che vuoi, ti prenderai la briga di scrivere i tuoi consigli e invitarmi a leggerli.
Personalmente trovo meraviglioso buttarmi a inseguire un sogno. Ma sarebbe avvilente condurre una guerra santa piagnucolando per il mal di denti, quindi prima voglio avere il controllo sulla mia vita! (...O almeno illudermi di averlo? Dubito che siamo veramente liberi, ma è un problema inutile: io so che se prima di incavolarmi, ragiono e rispondo con gentilezza la mia vita migliora, punto.)
Trovo molto più furbo basare il proprio benessere su una base concreta (salute, libertà, economia, sane abitudini...) e poi, una volta che si ha il controllo della propria vita e del nostro territorio, allora e solo allora, come ciliegina sulla torta, dedicare una parte delle proprie energie a un progetto idealista, eroico, utopico, irrealizzabile per niente pratico e maledettamente romantico. Sembra come se il conformismo unito all'idealismo fosse la soluzione, ma ci sono delle sfumature: decidere quando adeguarsi e decidere quando sognare.
Saggezza e benessere parte II: moderazione (ovvero stemperare il carpe diem)
Divertirsi, godere, è sano. Permettere l'evasione è uno degli scopi dell'arte. Sai, io credo che le persone più felici siano quelle che hanno scovato (con l'intelligenza!) dei piaceri che sono in linea, in direzione, in sintonia, dilla come ti pare, con i loro obiettivi principali. Esempio: per rilassarmi faccio merenda leggendo una pagina di un romanzo classico: mi rilassa quindi ricarica; ma è in linea con il mio obiettivo ideale, che ti ricordo essere il mio romanzo web e ti metterò il link finché non lo clicchi, perché ti vedo, che non l'hai ancora cliccato, cosa credi! :-DDD
Il sesso è un esempio perfetto di una forma di divertimento che fa bene alla coppia, all'autostima e alla salute. Ma anche lo sport... Mio trucchetto: ho abolito intenzionalmente l'ascolto della musica che mi esalta di più! Durante il giorno metto su solo classica o rilassante, mi piace molto. E la 'posso' ascoltare solo facendo sport. Dopo un paio di giorni il desiderio di musica esaltante mi si accumula dentro...
E sento una spinta in più per fare una corsetta, così posso fantasticare con le mie musichette anni '80, finalmente!
(Vedremo la tecnica più precisamente nella prossima parte, il metodo)
Ma le cose che piacciono, sembrano fatte apposta per fregarti a lunga gittata: se fumi una sigaretta va tutto bene, ma dopo dieci anni di fumo sputi sangue con un giro di campo. Concediti qualche piacere il cui danno sia controllabile e accettabile, e se ti scoccia metti in lista il suo pensionamento: decidi quando e come vorrai sostituirlo con un piacere più salutare.
Guidare le emozioni
La felicità è un'emozione.
Le emozioni sono la spinta, senza emozioni c'è l'apatia. Non c'è bellezza al mondo, quando non la provi.
Naturalmente, tutte le volte che ti poni un obiettivo mentalmente ma poi non lo metti in pratica, era perché non avevi voglia (emozione) o ha ceduto a un piacere immediato (emozione). Questo può spingerti a credere che ci sia un'antitesi tra pensiero e emozione che gareggiano per il controllo della volontà. Meglio vederla in questo modo, invece: il tuo pensiero è lo chauffeur delle tue emozioni: per servirle le guida. Il differimento del piacere è un'imposizione necessaria in vista di un maggior piacere. La decisione contraria, di non procrastinare un'incombenza è perché la mente ne ha decretato la convenienza. Tutto funziona se si ha la pazienza di addestrare le emozioni verso il cambio a cui puntiamo, con la stessa pazienza, amorevole fermezza e e complicità che ci immaginiamo abbia il migliore dei genitori. Il cuore è il re da servire guidandolo.
(Vedremo la tecnica più precisamente nella prossima parte, il metodo)
Sogni lucidi
Grazie all'angoscia, cioè a pensare alla dicotomia irrisolvibile tra voler vivere e essere felici e la constatazione della pervasività della sofferenza e dell'inesorabilità della morte, tu puoi risvegliarti dal sonno bovino e cercare felicità di compromesso. Bisogna essere pratici, giusto? Ma... E l'idealismo, e l'utopia, e il romanticismo e i sogni?
La mia personale formula magica per dare senso alla mia vita è anelare: aspirare a vivere i sogni, sempre e comunque, fino alla fine; spremendo ogni goccia di felicità e di angoscia che la tua anima e l'universo ti offrono.
La vita non si può comunque risolvere: credere nei sogni, come nella narcosi religiosa, fa perdere la vita reale, vivere senza sogni precipita nel baratro della depressione. La nostra vita non conquisterà mai un assoluto, né il bene, né la pace, la felicità, l'amore. Saremo sempre sotto il limen delle stelle fisse. Ma le possiamo desiderare, veleggiando nel qui e ora innamorati dell'orizzonte. (E pagaiando con autoironia)
Perché i sogni non sono fatti per diventare realtà: sono fatti per essere sognati.
Saper vivere e saper sognare
Anelare ai sogni, agli ideali, alla felicità assoluta pur sapendo che sono ultimamente irraggiungibili dona estasi e angoscia. Ti attira? In tal caso gli ingredienti da coltivare sono: amore, coscienza e fegato.
L'amore, che è sempre desiderio di un sogno, che è sempre sublimazione della libidine, è il propellente all'azione.
La coscienza della realtà è il tuo più grande potere: è il controllo che impedisce ai sogni di narcotizzarti, agli altri di fagocitarti, alla natura di asservirti.
Il fegato è il coraggio dell'angoscia: batterti comunque contro l'invincibile fato per vivere sognando.
Saper vivere e saper sognare sono i compiti che dobbiamo esigere dalla filosofia e dall'arte.
-> un accenno all'arte teurgica
Il sogno più maestoso
Dio è.
Poco importa, poi, se sta solo nella nostra testolina.
Egli è, tanto basta.
E quand'anche fosse morto, noi lo rifaremo, perchè Dio è il sogno dell'io: interiorizzazione della figura genitoriale, sublimata e proiettata in cielo; altrimenti conosciuto come Super-Io.
Il sogno più grande è diventare Dio. Quasi imbarazzante. Bene: come fare Dio? Adorando noi stessi.
-> Il sogno più grande. (Incompleto)
Tu sei un buco
Adorarsi è facilissimo, una volta che abbiamo scansato il condizionamento dell'intera civiltà umana. Fatto questo (dopo lo facciamo), rimane solo un ostacolo: l'io non esiste.
Tu non esisti. Non esiste una sostanza stabile che corrisponda al tuo io, il tuo io è solo l'etichetta con cui un flusso di coscienza si classifica. Il flusso di coscienza che si classifica come 'Io sono Yuri' è una successione fotogrammatica di appercezioni, ricordi, emozioni consapevoli, sensazioni consapevoli, ragionamenti.
Attento che se non mi credi ti mando qui: -> dissertazione intorno alla coscienza
La cosa ti angustia? Ottimo! Ricordi? E' l'angoscia per la frattura tra i desideri (io vorrei esistere) e lo stato delle cose (io so di essere un corpo atomico) che muove il pensiero alla ricerca di strategie di compromesso... se abbiamo il coraggio di anelare all'irraggiungibile, perché angustiare Dio, i sogni e noi stessi pretendendo che esistano? Amiamoci così, come un sogno, come un corpo misterioso capace di un flusso di coscienza fotogrammatico proteso verso gli assoluti: se siamo della materia di cui sono fatti i sogni, più sogneremo e più esisteremo.
Se al centro della coscienza fotogrammatica prodotta dal corpo vi sta un buco, l'abisso del nulla, c'è lo spazio per contenere il sogno di Dio: quando tu prenderai coscienza che gli Dei fanno parte di te, coronerai la tua coscienza del sogno più maestoso a cui puoi anelare. Certo scoprire che la perfezione, Dio, il Bene, l'Amore sono dentro di te ma come sogni non è il raggiungimento della felicità assoluta, ma è appena sotto al limen: è il sublime.
natura + cultura = struttura
essere sani è impossibile: si tratta di scegliere la nevrosi piu salutare.
SUPINO (e prono!)
normalmente si pensa alla morte astrattamente, come se non ci riguardasse
vivere la fine come naturale compimento
imparare a godere: nella buona sorte, negli imprevisti, accettare l'infelicità dei drammi
Il cuore della felicità consiste nell'amarti
Per arrivare ad adorarci procediamo per gradi cominciando con l'amare noi stessi, concordi?
Quanto è importante amare se stessi per essere più felici possibile?
Essere amati, amare, pace, piacere, potere. Tesori preziosi quanto inutili se non ami te stesso.
-> approfondisci lo schema delle diverse felicità.
Amarti significa volerti bene incondizionatamente, prenderti cura di te, espanderti, stimarti
riconoscersi e accettarsi a prescindere (affetto nel presente, autocompassione)
darti il meglio che puoi (egoismo, autoaffermazione)
espanderti (altruismo, creatività)
essere fieri di ciò che siamo diventati (orgoglio per il passato, autorealizzazione)
credere in noi per ciò che diventeremo (fiducia nel futuro, autostima)
Accettarsi non esclude percepire dei margini di miglioramento, ma significa guardarsi con benevolenza
dedicare del tempo alla cura del proprio corpo e ad attività ludiche
non vergognarsi di dimostrarsi fieri di un lavoro ben svolto, fino al punto di concedersi un premio, fosse anche qualche minuto di meritato riposo. Chi possiede un buon livello di autostima non si arrende dinanzi al fallimento, ma la contrario ne trae utili insegnamenti per il futuro. http://www.hrdonline.it/inc/extra/autostima.html
relazione intima con il proprio Sé profondo
datti il meglio (approfondisci qui)
Radicamento numinoso
Amare è un atto del cuore. Il cuore sono emozioni. Le emozioni sono la chimica del cervello. Amare se stessi significa usare l'intelligenza e l'immaginazione per riconoscere noi stessi come animali mortali e trasfigurarci. La carne diventa pensiero e immaginazione e si trazia di se stessa; un ingranaggio folgorante, fatto di sangue e luce.
Una stella di carne e consapevolezza.
Amare e essere amati
L'amore per te stesso riceve la linfa solo da te stessa ma fiorisce nel dare e ricevere amore: questi tre amori sono consustanziali come una trinità: la mancanza di uno dei tre indebolisce gli altri, la presenza di tutti e tre, li rafforza vicendevolmente. Ma se viene a mancare l'amore per te stessa, essere amato e amare non ti possono fare felice, come Marylin, etc.
Il primo lo ottieni dalla tua interiorità, riceve e dare amore dipendono dall'armonia tra te e il mondo (altri e ambiente). La fierezza e la fiducia dipendono dalla nostra biografia.
Se non amassi il mondo e non fossi amato, solo con te stessa e la tua interiorità, potresti avere autocompassione, orgoglio e stima di te. Ma la tua felicità sarebbe una pianta che sopravvive ma non fiorisce e non germoglia.
felicità, esistenza, universo, possibilità
realtà materiale
sognare
amare
filtrare
generare
> METODO
Adesso trovi (in viola scuro) il metodo teorico per applicare l'intelligenza alla vita in vista di essere più felici possibile. Se invece vuoi ppassare subito ai consigli pratici (in blu) clicca qui. Oppure clicca qui per tornare all'indice.
+ si conosce se stessi e si combatte per realizzare sogni + si vive bene.
1 Conoscersi è conoscere il tuo ventre.
2 Combattere è combattere nel mondo.
3 Realizzare sogni è una rotta verso orizzonti irraggiungibili.
Sogna e combatti
Sognare: conoscere se stessi, cioè scavare per scoprire i nostri veri desideri al di là dei condizionamenti: quale felicità vogliamo? Quale felicità stiamo ottenendo? Quale felicità ci farebbe veramente felici?
energia dei sogni -> entusiasmo
Combattere: agire secondo uno schema. Gli animali hanno l'istinto, molto utile ma alle volte non basta, tant'è vero che sono nostri schiavi.
L'intelligenza, cioè la psicologia e la filosofia applicate alla propria vita come stai facendo in questo momento, possono aiutarti ad agire meglio.
gestione dell'ansia
siamo emotivi: sono in ansia perché aspetto un esito. Dopo una settimana che lo aspetto, comincio a non pensarci e l’ansia sparisce!
punta al centro
- pianificare gli scopi: non si può combattere su piu fronti simultaneamente
Vuoi conuistare il mondo? Non devi fare l'errore che, per nostra fortuna, ha fatto Adolf Hitler: aprire due fronti.
Combatteva tutti i paesi occidentali e che va a fare? L'operazione Barbarossa, attaccando a sorpresa la Russia, sovrastimando grossolanamente il suo nuovo nemico. Perse, inesorabilmente.
Tu no, tu sei più furbo, quindi conquisterai il mondo (interiore). Vorresti più disponibilità economica, smettere di fumare e aiutare la tua ragazza? Perseguili simultaneamente e probabilmente non li porterai a termine.
Procrastina il fumo, non muori domani, datti 6 mesi
esatti in cui ti concentri sul tuo focus principale (la tua vita su un essential, cioé il bilanciamento economico) dedicandoti secondariamente alla tua ragazza. Saresti un po' spietato ma tremendamente efficace!
sbagliare e rialzarsi
le azioni scambi sui binari circondati dalle possibilità
consapevolezza di sé
gerarchia di obiettivi e pianificazione
imparare a tollerare il dispiacere
piacere e potere
Il potere non è uno scopo, è un mezzo per il piacere. Ma il piacere non è uno scopo, è il mezzo per amare.
Amare è dare piacere.
Da bambino tua madre ti ha trasmesso il suo amore soddisfacendo i tuoi bisogni primari. Se ami tua figlia innanzitutto ti prendi cura di lei, dei suoi bisogni primari. Il piacere è l'effetto psichico del soddisfacimento dei bisogni primari di conservazione e riproduzione.
Il potere, il piacere dei sensi, il desiderio fiducioso, dare e ricevere amore, comprendere, decidere, sono forme di godimento.
La libertà, il denaro, il tempo, la conoscenza, sono forme di potere.
Il potere è il mezzo per poter realizzare i sogni, mettere in pratica la strategia, tramite la decisione e l'azione.
"ascesi mondana" (anche l'epicureismo, del resto, lo era coincidenza tra felicità e piacere sensoriale?
La motivazione
Il processo bisogno/soddisfacimento è il carburante motivazionale: desiderio – azione - soddisfacimento
Questa chiave è fondamentale. I piaceri, sopratutto quelli immediati, sono una leva all'azione. Perciò possono essere inibiti perché disturbano i nostri piani superegoici, scatenati se scegliamo la breve vita del libertino oppure, se scegliamo un edonismo razionalista... sfruttarli. Usarli come premio e anche come riassociazione, una tecnica della PNL che spiego dopo: non mi va di fare ginnastica perché c'è grigio e sono sovrappeso (associazione a pensieri sgradevoli) allora faccio un patto con me stesso: se faccio ginnastica mi concedo (mettici qualcosa che alletta i sensi istantaneamente, non ti dico cosa uso io che sono un maschietto ;-) potrebbe anche essere un dolce o una sigaretta, perché no? Se tanto comunque non seguo quanto vorrei la mia dieta o fumo, beh, almeno lo faccio per una giusta causa!
quindi: sofferenza, impulso all'azione, strategia, potere di agire, soddisfacimento.
Dolore = motore
E si può fare anche con le emozioni disfelicitanti!
Quando inizi a cercare usando l'intelligenza strappi il velo del favolismo conformista e finisci nell'angoscia: il motore più potente della crescita umana.
L'angoscia nasce dalla presa di coscienza dell'ordinaria infelicità, a cui conduce il comportamento comune e che non vogliamo sopire con nessuna ideologia. Il riconoscimento dell'irresolvibilità della vita è una sorta di deflorazione esistenziale, avvenuta la quale il rifugio nel bovinismo diventa intollerabile. Da cui l'angoscia.
Dall'angoscia in avanti, ci viene data l'opportunità di vivere veramente la nostra vita: l'angoscia ci forza a compiere delle scelte, migliori o peggiori, ma comunque nostre, di soggetti che scrivono la propria biografia.
E ti dirò un piccolo segreto: talvolta la mattina rimarrei a poltrire a letto; altre volte mi è capitato di sentire che la giornata, quello che sto facendo, è ripetitivo e inspido... Sai cosa faccio? Beh, sfrutto l'angoscia! Mi fermo a riflettere e a immaginarmi i miei ultimi attimi prima che morirò, a pensare alla paura che avrò, al rimpianto di non aver vissuto di più, all'ineluttabile fato che prima o poi io non esisterò mai più...
Non so se è l'adrenalina o la filosofia, ma mi viene subito il pepe al c... ;-)
"felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha" – Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere
Unire l'utile al dilettevole
Il piacere ha 3 parametri:
profondità, cioè quanto è importante il bisogno che soddisfa rispetto all'organismo o alla sua specifica personalità (storia, vissuti etc.)
intensità (il livello di godimento immediato)
gittata (non è la durata del godimento immediato, è la media ponderata a distanza di tempo, cioè i benefici nel tempo)
tasso edonistico: velocità e intensità di attivazione del piacere
media eudemonistica: incremento di felicità a lunga gittata
Esempi:
cibo e droga: alta intensità, breve gittata.
sesso: alta intensità, lunga gittata.
affetto di coppia: bassa intensità, alta rpfodntià, lunga gittata.
sport: bassa intensità, poca rpfondità, lunga duirata
i piaceri di breve gittata, come i piaceri, servivano originariamente per il mantenimento e ora possono servire per il ricondizionamento.
I piaceri profondi a lunga gittata portano invece all'autorealizzazione e all'autostima. Amarsi è la forma di piacere più profonda, intensa e durevole.
Diceva il teologo Niebuhr: "signore dammi la forza di accettare ciò che non può essere modificato, coraggio di cambiare ciò che può essere cambiato la saggezza x distinguere questi due ordini di cose"
Allora raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui gusti ora la tua vita e simultaneamente stai agendo per migliorare il tuo futuro.
Ma talvolta non riesci a essere felice mentre agisci per il meglio: in tal caso, è necessario che tu ti impegni ad agire per il meglio procrastinando in un momento successivo il godimento della vita. Per procrastinare è necessario caricarsi di energia: l'energia la ottieni gustandoti la vita che già vivi e pregustandoti la felicità che puoi raggiungere impegnandoti.
Quindi, raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui inizi un processo per essere più felice possibile composto di fasi di cui la prima è necessaria per incominciare il processo, ognuna facilita la successiva e l'ultima è la più desiderabile.
A - Accettazione: accetta la tua vita ora così come ti è stata concessa
I - Impegno: capisci, decidi e agisci per essere più felice nel futuro
P - premio: appena riesci, goditi i frutti delle tue azioni
F - Flusso: gustati ora ciò che stai capendo, decidendo e facendo per essere più felice nel futuro
L'accettazione della vita ti da l'energia per iniziare il processo di cambiamento. L'impegno può essere facilitato pregustandoti un premio. Se raggiungi il premio ti ricarichi per l'impegno successivo, altrimenti riparti dall'accettazione della vita. Quando cominci a sovrapporre fasi di godimento a fasi di impegno, stai entrando in un flusso di felicità, cioè in un processo che incrementa se stesso illimitatamente.
Il tuo scopo sono i flussi della felicità: essere felice ora mentre migliori il tuo futuro per diventare sempre più felice.
1 - accogliere la molteplicità degli eventi (vedere il positivo)
2 - associare il piacere a cià che ci è utile (sport, dieta, lavoro, dare)
3 - imparare a godere del piacere
Ricondizionamento
Il tuo metodo consiste nell'influenzare il tuo mondo emotivo tramite l'attenzione che usa come strumenti: corpo, logos, immaginazione contro - mediazione bisogni ambiente e selezione comportamenti (neuroscienze)
Comportamenti classificazione dei comportamenti come dannosi, innocui, preferibili, inevitabili
attenzione (illusione di libertà) x accettare: esisti, vivi, il mondo brulicante di vita, stupore e gratitudine
attenzione per impegnarsi: visualizzazione della meta, roccia, determinazione, modeling
I am still alive
the universe, exists
I am what I am
io esisto / io sono yuri
autocompatimento: tenerezza verso se stessi
Meditare... ma come?
Tutti elogiano le meraviglie della meditazione. Ma come?
Meditazione profonda
Credi davvero che il Nam-myoho-renge-kyo (Daimoku) possa apportare magici benefici, realizzare i sogni più profondi, farti entrare in perfetta armonia con l'universo? Se sì... torna qui, se vuoi usare il cervello ;-) Perché la 'preghiera del cuore', la meditazione trascendentale, la recita del rosario, il namyoko, il reyki e qualunque altro mantra, sono CANTILENE RIPETITIVE. Se non sei vittima di un qualche delirio collettivo (talvolta chiamato: religione) capisci che sono tutti molto uguali: dei metodi per assopire il pensiero vigile. Qualounque forma di ripetizione ritmica, il movimento dell'altalena, dondolare, ci aiutano ad assopirci, proprio come cullare un neonato lo aiuta ad addormentarsi. Quindi non ha importanza cosa ripeti: l'importante è che non ti faccia pensare! Infatti, il valore rigenerante e rasserenante della meditazione sta proprio in questo: se riesci ad assopire il pensiero analitico, la coscienza vigile diciamo (corrisponde alle onde cerebrali alfa) il sistema parasimpatico viene stimolato, in maniera analoga alle fasi REM del sonno.
Vuoi sapere però il metodo più semplice e facile e naturale?
Concentra la tua attenzione sulla tua respirazione: percepisci il fluire del respiro. Se ti accorgi che stai pensando a qualcosa non ti innervosire, lascia scorrere il pensiero e torna a percepire il tuo respiro. Se visualizzi l'energia che entra e esce sei sulla strada giusta. Continuando così, comincerai a "galleggiare nel presente". Tutto qua! Bastano 10 minuti al giorno, non ti credere...
E una.
Meditazione contemplativa (attivante)
In realtà, oltre alla meditazione profonda di cui abbiamo parlato sopra, c'è anche un'altra meditazione, altrettanto utile (e più rapida), che viene spesso confusa con la contemplazione e la visualizzazione. Si tratta di "prendere coscienza" di quello che è bello nella nostra vita... E io suggerisco: la vita stessa! Essere vivi! Alla mattina appena sveglio fai un bel respiro a braccia alzata guardando il cielo 'accorgendoti' che sei ancora vivo, che esisti. Dura dieci secondi e "sveglia", è piacevole e fa bene. Naturalmente per apprezzare la vita bisogna sapere di morire e odiare la morte, ma questo è un altro discorso.
Visualizzazione (mutante)
Se la meditazione contemplativa viene fatta utilizzando la fantasia, viaggiando nel tuo immaginario, la si chiama comunemente visualizzazione. E' la stessa cosa, pensare a qualcosa di positivo, ma è molto utile quando devi contrastare uno stato di rabbia, stress, nervosismo. Mentre percepire l'essere vivi attiva -quindi è adatto a quando siamo un po' spenti, non nervosi- evocare con l'immaginazione un ricordo, un luogo, Dio, un mondo fantastico che ci fa sentire bene, 'contrasta' gli stati negativi perché l'immaginazione ti fa evadere dalla tua realtà. Esattamente come vedere un film piacevole, leggere un libro fantasy...
Quindi decidi che cosa ti fa stare meglio da immaginare (io uso un'isoletta caribica dove sto meditando con Gemma felice)
e rappresentatela sinestesicamente (con tutti e cinque i sensi) e, bastano un paio di minuti, quando riapri gli occhi ti sentirai più positivo e lucido.
Gli altri
elenca i tuoi amici per la vita
perdona solo una volta per ferite mortali
la seconda cancella quella persona dala tua vita, così hai la certezza che non capiterà una terza volta di essere tradito.
x le ferite minori fregateene e basta, impara a farti la scorza, gli esseri umani migliori non sono di specie bovina.
distacco compassionevole.
Crea e genera
missione
evocazione teurgia: congiunzione arte-religione
essenze: alto basso, cielo terra, le più comuni. dal centro verso l'esterno gli dei si diluiscono, cioè le essenze operano ovunque, ma divinizzarle significa essere consapevoli. per il massimo godimento però 2 strade: aumentare l'energia oppure saper saziare gli dei con economia, cioé: vivo vita intensa con grande impegno e soddisfo gli dei alla grande, oppure attraverso meditazione e contemplazione con poco dispendio li soddisfo se imparo A GODERE LE ESSENZE PURE DENTRO DI ME, cioè se imparo a godere più intensamente, mi serve meno energia per farlo!
l'arte
La fiaccola che illumina il percorso è ancora e sempre l'arte: è all'arte che possiamo chiedere di farci sfiorare l'esistenza. Possiamo anelare a noi stessi e innamorarci di noi, come di Dio, come di sogni bellissimi.
il teatro grecosegnò la drammatica fine del dramma e il tradimento della tragedia. L'arte come partecipazione estetica cedette il posto allo spettacolo. Essere spettatori è un'umiliazione dettata dal piu bieco masochismo bovino.
pagare per essere spettatori rattrapiti in una seggiolina anonima mentre gli attori fanno fanno l'azione.
Scegliti il padrone migliore
risorse ambientali
Meglio essere schiavi del proprio piacere o della propria libertà che essere schiavi del capo ufficio o del senso di colpa.
Scegli di servire la dea Felicità.
terreno emotivo influenzato da ambiente fisico, potenze sociali, io (civiltà Matrice)
APPROFONDIMENTI:
bell'articolo su -> 10 suggerimenti veloci nei momenti di crisi, quando la vita ci toglie certezze, lavoro eccetera (in inglese)
> Prassi (clicca qui per tornare all'indice)
TODO
Uso da anni un elenco che chiamo "
TODO": di
TUTTE le cose che voglio fare nella vita!
E' lungo ormai 20 pagine, ma la cosa importante è che le varie cose da fare sono organizzate
anno per anno.
La prima pagina è la più importante perché mi fa da agenda: ho l'elenco delle cose da fare oggi, domani, settimana prossima, il prossimo mese... Usare un file (un txt o un doc) è comodissimo perché puoi continuamente slittare gli impegni, espanderli, sintetizzarli, dividere i tempi come ti è più utile.
impegni
Fissati ogni giorno un impegno inderogabile: mettilo primo della lista, fallo subito e mandalo a quel paese, che poi sei libero!
Ogni giorno avrà la sua cosa poco gradevole, è così. Ma tu pensa che non sei costretto: hai scelto di farla anche se non ti piace perché ti è utile!
saluto al sole
La mattina faccio un bel respiro e mi 'accorgo' che il mio corpo è caldo, io sono ancora vivo, un nuovo giorno regalato dal fato!
meditazione
La sera mi ficco a letto, spengo la luce e mi metto a loto semplice: prima penso alla giornata e alle cose belle che ho fatto. Poi cerco di darmi delle carezze interiori: mi sorrido (nel buio!), sento il mio respiro fluire e comincio ad adagiare l'anima nelle coltri accoglienti del buio.
economia
Guadagnare molto è perfettamente inutile se si spende di più. Ma non devi "rinunciare" agli acquisti, solo posticiparli facendo un elenco... nel file TODO ;-)
Iwbank
E' un'ottima banca online: non costa nessuna operazione!
Un auto è un grande costo di mantenimento e si deprezza. se puoi farne a meno, facci un pensiero.
Se lavori a progetti chiedi sempre un anticipo del 15%
partita iva sotto ai 30.000 di reddito
nei rapporti professionali sorridi e rimani neutrale, non identificarti con il tuo lavoro: tu stai offrendo un servizio!
Energia
L'energia fisica si ottiene con una buona dieta, abitudini sane e sport.
andare a letto prima di mezzanotte e alzarsi alle 7 dormire piu di 9 ore è controproducente, dormire meno di 6 fintossica
dieta: verdure crude, frutta la mattina, arance in abbondanza fresche senza zucchero non con cucchiaino senza berci prima e dopo, acqua almeno 2 litri al giorno sempre vicina per invogliarci, the verde, come proteine pesce, no alle pastiglie di omega3 ma molto salmone al naturale o crudo zero superalcolici e fritti
sport: ginnastica aerobica almeno 2 volte a settimana almeno 1 h a volta / anaerobica almeno 1 volta al mese max 1,30 h
togliere fazzoletti dalle tasche prima di fare la lavatrice
sesso
3 ingredienti, scelta, dolcezza e forza. non fate carezzine, voi siete i predatori.
antidepressivi
C'è una classe di psicofarmaci che è meravigliosa, sono gli SSRI e i SNRI. Non hanno controindicazioni, puoi assumerli anche per 20 anni senza interruzione, puoi bere alcolici, non danno sonnolenza e non producono dipendenza! Da non crederci eh? Io ho usato per anni l'Escitalopram: fa in modo che la naturale serotonina (da cui dipende il buon umore) rimanga più a lungo disponibile al tuo cervello, cioé il tuo stato d'animo è più stabile e positivo. Ora utilizzo il Bupropione: da molta energia e voglia di fare! Fatti consigliare da un neurologo, io ne conosco uno molto paziente ed equilibrato che opera a Milano.
Mi raccomando, fatti seguire da un medico, perché sono meravigliosi e molto sicuri, ma con l'umore si rischia grosso... Se ad esempio termini la scatola o ti dimentichi di prenderle per qualche giorno, puoi entrare in una depressione gravissima e pericolosa. E' l'unica cosa da non fare: interrompere di botto. Se non sei sicuro di poter seguire con precisione le indicazioni del tuo medico, allora meglio che lasci perdere, perché l'unica cosa che esige un trattamento con psicofarmaci di nuova generazione è seguire attentamente le prescrizioni del medico sulle dosi, la somministrazione, la durata e il metodo per interrompere la cura (scalare gradualmente) o cambiare farmaco.
terapia
Io ho fatto terapia psiconalitica per due anni e poi altri due anni di terapia sistemica. Sono un convinto sostenitore dell'importanza di fare un'esperienza terapeutica: aiuta moltissimo a conoscerti, capire come funzionano le tue emozioni, e l'elaborazione ti libera dai blocchi e ti rende più libero. La sistemica ti aiuta a usare il corpo e i ricordi come energia vitale da incanalare in maniera produttiva e non distruttiva.
Una cosa sola mi sento di dire, però: quando scegli con chi iniziare un percorso terapeutico, incontra diversi psicologi, non fermarti al primo e fagli molte domande, cerca di valutare se ha un atteggiamento prevaricatore o poco attento... Io ho approfittato di una 'giornata della terapia' e ho incontrato in due settimane più di 10 differenti psicologi e psicologhe... E ti dico che ad alcuni di loro non avrei affidato manco il gatto! Una donna, con le pareti piene di titoli accademici, glaciale, dominante, riusciva a mettere in soggezione un tipo come me! Mi chiese 120 € a seduta.
- Caspita, è il doppio della tariffa normale... (dico io sorridendo)
- ... Forse è perché io sono la presidente di X...
non credo che servano commenti.
tagliere in vetro è comodo da pulire e molto igienico
lavare molto i piatti dal detersivo che fa piu male del cibo stantio!
finestra aperta la notte ma coprendosi di inversno: il corpo caldo ma l'aria che si respira fresca e ossigenata, senza piante in stanza
un briciolo di luce e una passeggiatina ogni giorno
stai lontano dalle cause legali: la legge non ha niente a che fare con la giustizia... la giustizia puoi pure scordartela!
piuttosto patteggia.
quando ti prude il labbro è l'herpes da agire subito.
APPROFONDIMENTI:
Albanesi, un ottimo sito sul -> benessere: sport, alimentazione, attitudine razionale, controllo sulla propria vita.
APPPUNTI VARI
Ogni essere umano è la bestia che merita di essere.
apprezzare la vita significa gustare l'agrodolce sapore della nascita e della morte.
nell'universo esistono i semi di sesamo, la malvasia,
prezzo dell'amore per i sogni: insaziabilità inquietudine irrequietezza
prezzo per la verità è l'angoscia per la morte e perdita dell'infanzia ma piu potere interiore
tutto è vanità. Anche Dio.
ingranaggi delle mungitrici
- la felicità assoluta non esiste ma va sognata
puoi diventare piu felice possibile
tieni i piedi sulla realtà e le ali nei sogni
Dio è il sogno più grande
Tu sei l'anello tra la realtà e i sogni
temere la morte
scopi dell'essere umano
ipotesi materialista
Cosa si prova a essere Dio?
Amarsi, essere adorati, aver creato l'universo.
tutto è pieno di Dei
amare: accogliere ila corruzione e essere illuso di una perfezione, innamorato dell'evanescenza della perfezione che aleggia, che sfiora l'oggetto amato
Ogni donna matura sa bene di non meritare di far innamorare perchè la perfezione non le appartiene, è solo il gioco della seduzione: sa di sembrare, non di essere . Non ci si può innamorare di una scimmia, perciò si depila e lava ossessivamente e cerca nello sguardo del desiderio l'autoinganno di essere la propria immagine.
Ma la lusinga, far innamorare, però ciò che vuole è essere amata, accolta come bimba che invecchia.
saggi compromessi e astute strategie per stare meglio, le voglio, ma voglio molto di più:
voglio l'orgoglio di avere le pupille bruciate dal sole del nulla
Voglio la gioia di innamorarmi godendo della bellezza e del furor carnale.
Voglio l'estasi dell'unione con il soprannaturale.
E tutto questo lo voglio senza rimanere schiavo dei consumi, delle donne e delle Chiese.
il nulla la cui luce acciecante fa smascherare le ombre delle ipocrisie a cui la società vuole soggiogarmi per mungermi.
stress lutto noia sono sofferenze spiacevoli
struggimento, languore, desiderio sono sofferenze piacevole
odio viene dalla sofferenza e in genere produce frustrazione
6 in guerra. il mondo tende a farti credere di essere debole e cattivo. tutto quello che sta dentro di te è meraviglioso, quello che sta fuori utile o inutile
che la legge dello stato cui appartieni si conformi pià al potere che alla giustizia
Con il potere (conoscenza di te e del mondo, possibilità di plasmare e adattarsi) ti sarà facile essere piu felice.
Questa affermazione apparentemente lapalissiana implica una riflessione meno banale: qualora tu abbia meno potere, ti sarà più difficile - ma sempre possibile - aumentare la tua felicità.
Paradossalmente, il suicidio è l'estremo tentativo per salvaguardare la qualità della propria vita. Ragionevole, quando non vi siano altre alternative, disperato quando non si ha speranza in alternative ancora possibili.
note:
i
termini sono opinabili
le mie opinioni sempre discutibili
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