Come diventare felici
Ciao mi chiamo Yuri, e una dozzina di anni fa mi sono intestardito a diventare felice.
A dire il vero, qualche simpatico sortilegio lo avrei pure escogitato, ma putacaso io domani crepassi? Allora ho deciso di scrivere sulla vita pur non sapendo scrivere e forse neppure vivere, con la presunzione che possa essere in qualche modo di stimolo, perlomeno favorendo il transito intestinale.
Distinguo con i colori queste differenti sezioni:
postulati
scopi (in nero le scuole cattive, in rosso le scuole sagge, in fuxia la mia)
metodo
prassi
La vita
Tu stai vivendo, te ne rendi conto?
Vivi emozioni e sensazioni, pensieri e ricordi, ti innamori, godi, sogni. Poteva farti un dono più sublime, l'universo?
L'universo.
Nell'universo in cui tu vivi esistono le stelle, il nostro sole, gli oceani, il vento, la neve.
Il tuo pianeta brulica di alberi, frutti, miliardi di altri esseri viventi simili a te e di ogni altra specie, uccelli, gatti, elefanti, delfini...
Vivere nell'universo è un continuo e sconvolgente miracolo.
Questa è la nostra patria: la vita, la bellezza, la gioia, il piacere, amarsi con tutti gli altri viventi.
(Qui farò un -> elenco dei miracoli)
Il buio
Senza cantarcela: si crepa.
E non si sa quando e non si sa come, e prima di farlo ci si corrompe in continuazione soffrendo, e così le persone che amiamo. Tutti, nessuno escluso. Questa è la più tremenda verità che si scopre fin da bambini e che si passa la vita a dimenticare. (A meno che un qualche intellettuale dilettante gracchi il memento mori...)
Molte persone mi hanno detto di non avere paura della morte ma della sofferenza. Anche Epicuro fa notare molto semplicemente che quando si è morti non ci si può dolere di essere morti.
Per il momento non facciamo distinzioni: constatiamo semplicemente l'esistenza del buio inteso come: i limiti, la sofferenza e la morte dei viventi.
Se invece collezioni motivi di angoscia puoi approfondirne alcuni qui: -> l'orgoglio di temere la morte
Lo stato delle cose
Tutto muta.
L'esperienza della realtà concreta, la violenza onnipervasiva e le intime contraddizioni della metafisica, sviliscono drammaticamente l'ipotesi che esistano sostanze incorruttibili (Dio, un tuo spirito immortale, il bene, lo scopo dell'universo, i paradisi escatologici).
Quindi, quasi certamente, io e te siamo animali e nessuno ci salverà dalla corruzione e dalla morte.
Ora: la mia laurea in filosofia cum laude (fammi spandere che oggi sono stressato) nonché un approfondito studio della dottrina della Chiesa, mi hanno insegnato a comporre panegirici roboanti per anatemizzare tutti:
-> indizi a sostegno dell'ipotesi materialista
Se invece questa tesi me la dai vinta, anche solo per scampare al panegirico, avanza di una casella!
La felicità assoluta
La mutevolezza radicale svuota la realtà di consistenza, perciò qualunque realizzazione, opera, sentimento, impero, viene eroso nel tempo.
Eppure, anche in una prospettiva materialista, alcuni salvano dei principi eterni (ideali, leggi fisiche, ipostatizzazioni).
Spero che il titolo dell'approfondimento ti scoraggi abbastanza:
-> differenza tra l'omnia vanitas del Siracide e il pantha rei di Eraclito
da farti convenire con me che tutto scorre e tutto è vano, quindi la felicità assoluta è ontologicamente insostenibile.
Le tre grandi vie per affrontare la vita
Di fronte a questa insanabile frattura tra la volontà di vivere felici e una realtà ostica, per usare un eufemismo, sono possibili molti atteggiamenti, che raggrupperei in tre grandi vie: conformarsi, illudersi e angosciarsi.
Belle, vero? D'accordo, mettiamoci un pizzico di positività: la terza, 'quella buona', possiamo chiamarla 'reagire lucidamente', quindi le tre grandi vie potrebbero essere:
1. conformismo (alla vita non c'è soluzione, quindi meglio lasciar perdere: divertirsi, distrarsi e non pensare come tutti)
2. idealismo (la vita ha una soluzione: paradisi vari, reincarnazione, avvento del proletariato, progresso infinito della scienza, etc.)
3. disincanto reattivo (la vita non ha una soluzione ma io voglio difendere comunque la vita e vivere meglio possibile)
Le prime due sono le più diffuse tra le masse e le più facili dentro di noi, perchè sono le più utili alla civiltà. Quindi vediamone i limiti, prima di passare alla migliore (sempre secondo me).
Bovinismo
1. Conformismo supino
C'è da fare una distinzione importantissima, riguardo alla prima via: un conto è conformarsi supinamente, cioè senza averlo scelto, un altro conto è decidere di conformarsi.
Conformarsi supinamente significa credere che sia normale vivere come si vive, senza mettere in discussione i modelli di comportamento a cui ci si conforma. Solitamente questa via si chiama semplicemente conformismo tout court, e di fatto porta alla condizione di ordinaria infelicità, perchè implica rinunciare ai propri personali desideri ad un livello inconscio, cadendo in una sofferenza improduttiva di tipo depressivo. (voglio ma non devo)
E
se invece vivessimo in una società che conformasse gli individui a stare meglio possibile, conformarsi sarebbe una scelta saggia?
Sì, certo! Per me essere 'uguali agli altri', non è di per se stesso dannoso: se il branco segue regole sagge, i cuccioli del branco fanno bene ad adottare un comportamento imitativo, perlomeno fintanto che non hanno acquistato l'esperienza necessaria a rischiare decisioni autonome. Del resto, proprio la volontà di distinguersi è un comportamento conformista su cui fa leva il messaggio pubblicitario che affianca al prodotto il tuo essere unico e speciale... tutti si credono o vogliono credersi speciali: -> individualismo conformista
Quindi conformarsi non è di per sè dannoso nè volersi distinguere una scelta necessariamente saggia.
Poichè il condizionamento educativo e sociale non è omogeneo, è bene allora considerare che, talvolta, conformarsi, può essere più saggio che distinguersi, anche se certamente non lo è sempre, almeno nella società che mi circonda, osservando le espressioni grigie - per non dire cupe - della maggioranza delle persone in metropolitana, in auto, al supermercato. Occorre allora distinguere quando conformarsi 'è saggio' e quando porta all'ordinaria infelicità; per disintinguerlo bisogna metterlo in discussione, quindi: la condizione da evitare quanto più possibile non è il conformismo volontario, bensì il conformismo passivo che non sa di conformarsi.
Mi pare di essere stato un po' arzigogolato, quindi faccio un esempio: dal momento che ho deci so di seguire una dieta prevalentemente vegetariana, dovrei sospettare che sto facendo una scelta dannosa se scopro che proprio tra ceti poveri e anziani del sud Italia (con valori conservatori supini alla tradizione) si consumano moltissime verdure? Al contrario, mi conformo con gioia! Anzi, vado al mercato insieme alle vedove gibbose felice di ritrovarmi in un ambiente dove, essendo diffusa un'abitudine che giudico vantaggiosa, mi è più facile perseguirla!
2. Idealismo infantile
Stessa cosa per le illusioni: un conto è credere in Dio, nel materialismo storico, nella patria, nel progresso infinito (estropianesimo) per educazione ricevuta, quindi non aver messo in discussione le credenze dell'infanzia.
Molto diverso invece è decidere di combattere per un ideale pur sapendo quanto sia remoto o utopistico.
Naturalmente qui non si tratta di decidere di illudersi, che è una contraddizione in termini, ma di decidere di combattere eroicamente: dal momento in cui si mettono in discussione gli ideali in cui siamo cresciuti e li si riconosce come tali, cioè appartenenti al mondo delle idee, si può anche decidere di combattere affinchè la realtà si avvicini ad essi ma riconoscendo che sono irraggiungibili o almeno estremamente remoti e improbabili.
Questa è la fondamentale -> differenza tra Don Chisciotte e Cirano
Posto che il primo non fosse consapevole dei suoi deliri e il secondo invece sapesse di combattere invano.
Ma allora, salvo il caso dell'idealismo eroico, perchè essere illusi è dannoso?
In fondo, il bambino ha bisogno di favole, perchè non ha ancora la capacità di affrontare il buio. Apro un inciso carino, per me, perchè trovo incredibile quando la simbologia rivela palesemente il nostro profondo: i primi mesi di vita, il bimbo non teme affatto il buio (quello fisico); finchè, quasi da un giorno all'altro, comincia ad esserne terrorizzato: nel buio si sente angosciosamente solo in preda a minacce sconosciute, che sono la concretizzazione di una paura ancestrale: fantasmi, scheletri, mostri famelici, zombie, morti insaguinati, assassini, che altro rappresentano se non la presa di coscienza dell'esistenza della morte? In ogni caso, ogni bambino prima o poi fa esperienza dell'angoscia, che concretizza nel buio o in altri oggetti simbolici. Per alleviare l'angoscia si crea o gli vengono forniti dei sedativi mentali, cioè delle illusioni che lo proteggano dalla realtà. Questo a prescindere se le figure parentali utilizzino o meno gli stessi sedativi. (Babbo natale è un sedativo specifico per bambini, Gesù Bambino è un sedativo usato anche dagli adulti) Infatti, anche da adulti, di fronte ad eventi traumatici e incontrollabili, la nostra sofisticata psiche è capace di creare una realtà fittizia che ci protegga dal marasma, dal crollo interiore.
Meglio che peggio, ma il prezzo è alto: le illusioni ingabbiano. Sempre. Distaccandoci dalla realtà ci impediscono di crescere, cioè di apprendere come modificare la realtà o come adattarci ad essa per approfittare della vita nella sua complessità. La realtà è l'origine della vita. Anche qui mi sembra di essere un pò confuso, provo con un esempio, ma prendilo per quello che è: la migliore delle illusioni è come la più bella fotografia di un tramonto paragonata a un temporale che ci coglie alla sprovvista: vento di pioggia impregnato di ozono, tuoni minacciosi che illuminano di immenso, terreno zuppo che odora di muschio, palpitante di trasformazione, di vita reale.
Se il bambino non cresce o non viene svezzato, sarà un adulto mancato, un adulto infantile. L'infantile si scontra con una realtà che non può fare da nutrice dei suoi bisogni, che hanno conservato il carattere onnipotente del bambino ma si alleano al dispotismo dell'adulto, e cade in una sofferenza improduttiva di tipo isterico. (voglio ma non ricevo)
La condizione da evitare il più possibile, quindi, non è l'idealismo consapevole, ma l'idealismo acritico che non ammette obiezioni.
Quindi, per concludere, le condizioni più dannose sono il conformismo supino (passivo e dunque inconsapevole) e l'idealismo infantile (acritico e dunque dogmatico). Queste sono anche le condizioni più facili e diffuse; quindi, per sottolineare come siano favorite dalla civiltà (e per essere un po' offensivo e snob) d'ora in avanti le chiamerò bovinismo.
1 + 2 = bovinismo
Il bovinismo è quella pervicace tendenza a pascolare tra il conformismo supino e illusioni infantili. E la mescolanza delle due cose, ad esempio: guardare la tv, credere in un dio e le onoranze cimiteriali, sono comportamenti sia conformisti che illusori.
Registi del bovinismo sono le Chiese, pressochè tutte. I partiti, pressochè tutti. I media, pressochè tutti. Sono strutture talvolta abitate da bovini ma NON sono bovini: sono sofisticati pastori.
Strumenti del bovinismo: la morale comune, i luoghi comuni, quindi le religioni istituzionali, le ideologie istituzionali, la famiglia, i centri commerciali, gli stadi. Ma non solo: anche ambiti considerati alternativi come certi centri sociali.
Che NON sono bovini: sono sofisticate fattorie.
Ma allora chi sono i bovini?
Io, te, noi siamo i bovini: ne siamo intrisi fin dalla nascita, non lo sono soltanto gli altri, lo siamo noi quando fumiamo, cucchiamo, sfogliamo rotocalchi femminili o usiamo la pornografia, quando facciamo un figlio perchè prima o poi si fa, quando ci mettiamo la cravatta o il wonderbra, quando usiamo luoghi comuni, quando preghiamo in Chiesa invece che in una moschea, quando preghiamo in una moschea invece che in una sinagoga, quando mangiamo pop-corn al cinema, quando ci abbronziamo, quando leggiamo il Corriere della Sera invece che il Manifesto, quando leggiamo il Manifesto invece che il Foglio, quando non ci riconosciamo bovini e critichiamo gli altri bovini.
Quindi, lo siamo sempre. Io, tu, siamo intrisi di bovinismo, e non ne saremo mai completamente esentati, perchè siamo radicati nella struttura (natura + cultura) della nostra storia individuale.
Oibò, c'è di peggio, del bovinismo:
1. essere morti
2. il marasma, la psicosi cronica
Quindi: se siamo dei bovini, perlomeno siamo vivi e stiamo evitando il marasma. Però, ahimè, galleggiamo tra la depressione e l'isterismo.
In realtà l'idealismo eroico talvolta è un idealismo infantile estremamente coraggioso, sarebbe quindi il marito della mucca: taurismo. E' davvero molto raro, sono i santi, i patrioti, i terroristi, che si immolano per degli ideali che non hanno mai messo in discussione. Meritano grande rispetto, e una ancora più grande compassione.
C'è di meglio? Sì: ci sono vie che rendono molto più felici di quanto la struttura preveda per i bovini.
Se invece osi mettere in discussione la mie condanne, leggerti il seguente sproloquio sarà una punizione sufficiente:
-> pascolare o filosofare
Altrimenti, tu basta che mi dai sempre ragione e tutto andrà bene...
seguire la moda (borghese o alternativa) e gli status symbol, oratorio, discoteca.
il bovinismo è espropriante. ma il costo per uscirne è di perdere un ò di ingenua serenità.
La maggiore felicità possibile
pre 3. Angoscia
Quando qualcosa in noi si desta dal bovinismo, innanzitutto scopriamo l'angoscia: il motore più potente della crescita umana.
L'angoscia nasce dalla presa di coscienza dell'ordinaria infelicità, a cui conduce il comportamento comune e che non riusciamo a tollerare grazie a nessuna ideologia. Il riconoscimento dell'irresolvibilità della vita è una sorta di deflorazione esistenziale, avvenuta la quale il rifugio nel bovinismo diventa intollerabile. Da qui, l'angoscia.
Dall'angoscia in avanti, ci viene data l'opportunità di vivere veramente la nostra vita.
L'angoscia ci forza a compiere delle scelte, migliori o peggiori, ma comunque nostre, di soggetti che scrivono la propria biografia.
3. Disincanto reattivo
Siamo qui di fronte alla terza scelta: accettare l'angoscia di una vita senza soluzioni totali e tendere al compromesso della maggiore felicità possibile.
Se anche tu concordi con me nella ricerca di felicità di compromesso, io mi trovo a mio agio con te qualunque siano le tue preferenze. Intendo dire: una volta che concordiamo in un eudemonismo realista, io e te siamo nello stesso scenario (cioè ci troviamo sulla terra intrisi di vita e di fronte al buio ma nessuno dei due svolazza tra puttini, reincarnazioni karmiche o utopiche abolizioni delle classi sociali) e mettiamo in campo le stesse risorse: esperienza, intelligenza, fantasia. Quindi, confrontarci non può che essere istruttivo per tutti e due.
3A. Conformismo volontario e idealismo eroico
Spesso tenterai anche tu di ritornare indietro, di rifugiarci di nuovo nel comportamento comune o difendere le ideologie dell'infanzia, ma ormai sei marchiato dalla consapevolezza, che inesorabile ti costringe a scegliere. Puoi anche scegliere il conformismo volontariamente o le ideologie anche se improbabili, ma non sarai libero dall'angoscia, perchè ogni scelta libera presuppone la negazione di infinite possibilità, quindi è sempre foriera di angoscia. Cristo è un mito che ben rappresenta la decisione di difendere ad oltranza la propria ideologia anche dopo aver subito l'angoscia del dubbio (Eloìm, Eloìm, lemà sabactàni); è la fede matura, non infantilmente tronfia di ignoranza, ma lucidamente consapevole della propria utopia, che quindi sa di rischiare ma decide ugualmente di credere.
Con un esempio: se siamo a capo del Titanic e siamo consapevoli che nè i violini, nè il carbone, nè le scialuppe salveranno la nostra nave, pascolare ci è precluso. Possiamo decidere di ignorare la catastrofe, ma questo non sarà più bovinismo, sarà comunque una strategia per affrontare la fine nelle acque buie: sarà un conformismo volontario e quindi filosoficamente dignitoso (nel film questa scelta è rappresentata dai musicisti). O potremo adoperarci fino all'ultimo per salvare la nave con eroico idealismo, ben sapendo che il nostro dovere sarà quasi certamente vano.
Che poi, anche una felicità di compromesso non è proprio una passeggiata: quando non siamo schiavi di potenti che ci incastrano come mattoni della civiltà (guerra, produzione coatta e consumo alienante), siamo comunque schiavi di istinti ciechi al nostro benessere (volontà di potenza e istinto riproduttivo) che ci macinano tra gli ingranaggi evolutivi della specie.
Saggezza e benessere
In linea di massima, ragionando con i miei amici e amiche, mi è sembrato comodo disporre le varie strategie su una linea ai cui estremi si trovi da una parte l'accettazione e dall'altra la lotta.
Ovvero: in ogni situazione possiamo adeguarci o combattere (fly or fight). Se impariamo ad adeguarci ci guadagniamo in serenità ma rischiamo di scivolare nella depressione (quando cioè i desideri a cui rinunciamo si ribellano inconsciamente); se impariamo a combattere otteniamo passione, che è composta di godimento e angoscia (perchè più combatti più vinci ma anche perdi, perchè ricorda: la felicità assoluta è irraggiungibile!). Se impariamo a riconoscere in quali frangenti è più opportuno adattarci e in quali frangenti i nostri desideri esigono la lotta, siamo diventati saggi e otteniamo il benessere.
Il benessere è grossomodo una vita composta così:
50% serenità
25% godimento
25% angoscia
Prima o poi classificherò tutte le strategie che conosco e che considero sagge valutandone le differenti percentuali sulla linea tra ottenimento della serenità e della passione, ad esempio le scuole psicoterapeutiche, la PNL, l'epicureismo, l'edonismo, il buddhismo occidentale, la sublimazione ludico/artistica... tutte correnti esistenziali meritevoli di essere sperimentate e che hanno sicuramente da insegnare molta saggezza.
Ma in ogni caso, la scelta tra quale strategia adottare, la puoi fare solo tu stesso.
Questo perchè una volta che tu:
1)
conosci
i tuoi desideri irrinunciabili (una famiglia, sentirti libero...)
2)
l'ambiente che ti circonda (un college, un campo di sterminio...)
3)
adotti una strategia che mira ad una felicità di compromesso
4)
hai l'energia e la applichi
hai fatto tutto quello che potevi per cercare di essere più felice possibile.
Altro non è dato.
Quella che seguirà sarà una mia versione di una strategia per diventare più felici possibile, ma da qui in avanti ricordati che se i tuoi bisogni sono differenti dai miei o preferisci la serenità alla passione non ho più niente da consigliarti. Comunque spero che se un giorno raggiungerai la vita che vuoi, ti prenderai la briga di scrivere i tuoi consigli e invitarmi a leggerli.
La mia strada mira ad avere il 33% di serenità, il 33% di godimento e il 33% di angoscia.
(Abbiamo già visto che rientrano in questo campo il buddhismo occidentale e la sublimazione dell'arte e del gioco)
Conformismo volontario e idealismo eroico
Buddhismo (rinuncia volontaria)
Per alleviare l'angoscia puoi liberarti dai desideri. Il miglior programma per alleviare l'angoscia è il buddhismo originale*. Lo rispetto ma non lo prediligo: finché c'è speranza di felicità, per me è un po' come buttare il bambino con l'acqua sporca: pur di non soffrire scegliamo l'atassia, la mancanza di emozioni. Ottima strategia solo se ci si trova in una situazione disperata.
* Il buddhismo originale (in realtà essendo un movimento millenario ne esistono infinite diramazioni e interpretazioni) insegue la rinuncia al desiderio. Invece la versione diffusa in occidente (prescindendo dall'escatologia nirvanica che invece rientra banalmente negli idealismi) non rinuncia affatto alle emozioni, ma solo alle emozioni che producono angoscia. In tal caso, con saggezza, sceglie una felicità di compromesso.
Al solito: se non vuoi sorbirti la tiritera tassonomica non devi fare altro che fidarti ciecamente ;-) altrimenti...
-> confronto tra i diversi scopi dell'essere umano
(quindi senza andare alla terza via, che invece presuppone di correggerli, relativizzarli o sublimarli, come vedremo)
Sogni lucidi
Grazie all'angoscia, cioè a pensare alla dicotomia irrisolvibile tra voler vivere e essere felici e la constatazione della pervasività della sofferenza e dell'inesorabilità della morte, tu puoi risvegliarti dal sonno bovino e cercare felicità di compromesso.
La mia personale formula di compromesso è anelare: aspirare a sognare più che puoi, sempre e comunque, fino alla fine; spremendo ogni goccia di felicità e di angoscia che la tua anima e l'universo ti offrono.
La vita non si può comunque risolvere: credere nei sogni, come nella narcosi religiosa, fa perdere la vita reale, vivere senza sogni precipita nel baratro della depressione. La nostra vita non conquisterà mai un assoluto, né il bene, né la pace, la felicità, l'amore. Saremo sempre sotto il limen delle stelle fisse. Ma le possiamo desiderare, veleggiando nel qui e ora innamorati dell'orizzonte. (pagaiando con autoironia)
Perché i sogni non sono fatti per diventare realtà, sono fatti per essere sognati.
Saper vivere e saper sognare
Anelare ai sogni, agli ideali, alla felicità assoluta pur sapendo che sono ultimamente irraggiungibili dona estasi e angoscia. Ti attira? In tal caso gli ingredienti da coltivare sono: amore, coscienza e fegato.
L'amore, che è sempre desiderio di un sogno, che è sempre sublimazione della libidine, è il propellente all'azione.
La coscienza della realtà è il tuo più grande potere: è il controllo che impedisce ai sogni di narcotizzarti, agli altri di fagocitarti, alla natura di asservirti.
Il fegato è il coraggio dell'angoscia: batterti comunque contro l'invincibile fato per vivere sognando.
Saper vivere e saper sognare sono i compiti che dobbiamo esigere dalla filosofia e dall'arte.
-> un accenno all'arte teurgica
Il sogno più maestoso
Dio è.
Poco importa, poi, se sta solo nella nostra testolina.
Egli è, tanto basta.
E quand'anche fosse morto, noi lo rifaremo, perchè Dio è il sogno dell'io: interiorizzazione della figura genitoriale, sublimata e proiettata in cielo; altrimenti conosciuto come Super-Io.
Il sogno più grande è diventare Dio. Quasi imbarazzante. Bene: come fare Dio? Adorando noi stessi.
-> app. (incompleto)
Tu sei un buco
Adorarsi è facilissimo, una volta che abbiamo scansato il condizionamento dell'intera civiltà umana. Fatto questo (dopo lo facciamo), rimane solo un ostacolo: l'io non esiste.
Tu non esisti. Non esiste una sostanza stabile che corrisponda al tuo io, il tuo io è solo l'etichetta con cui un flusso di coscienza si classifica. Il flusso di coscienza che si classifica come 'Io sono Yuri' è una successione fotogrammatica di appercezioni, ricordi, emozioni consapevoli, sensazioni consapevoli, ragionamenti.
Attento che se non mi credi ti mando qui:
-> dissertazione intorno alla coscienza
La cosa ti angustia? Ottimo! Ricordi? E' l'angoscia per la frattura tra i desideri (io vorrei esistere) e lo stato delle cose (io so di essere un corpo atomico) che muove il pensiero alla ricerca di strategie di compromesso... se abbiamo il coraggio di anelare all'irraggiungibile, perché angustiare Dio, i sogni e noi stessi pretendendo che esistano? Amiamoci così, come un sogno, come un corpo misterioso capace di un flusso di coscienza fotogrammatico proteso verso gli assoluti: se siamo della materia di cui sono fatti i sogni, più sogneremo e più esisteremo.
Se al centro della coscienza fotogrammatica prodotta dal corpo vi sta un buco, l'abisso del nulla, c'è lo spazio per contenere il sogno di Dio: quando tu prenderai coscienza che gli Dei fanno parte di te, coronerai la tua coscienza del sogno più maestoso a cui puoi anelare. Certo scoprire che la perfezione, Dio, il Bene, l'Amore sono dentro di te ma come sogni non è il raggiungimento della felicità assoluta, ma è appena sotto al limen: è il sublime.
--- appunti provvisori!---
natura + cultura = struttura
essere sani è impossibile: si tratta di scegliere la nevrosi piu salutare.
SUPINO (e prono!)
normalmente si pensa alla morte astrattamente, come se non ci riguardasse
vivere la fine come naturale compimento
imparare a godere: nella buona sorte, negli imprevisti, accettare l'infelicità dei drammi
Il cuore della felicità consiste nell'amarti
Per arrivare ad adorarci procediamo per gradi cominciando con l'amare noi stessi, concordi?
Quanto è importante amare se stessi per essere più felici possibile?
Essere amati, amare, pace, piacere, potere. Tesori preziosi quanto inutili se non ami te stesso.
-> approfondisci lo schema delle diverse felicità.
Amarti significa volerti bene incondizionatamente, prenderti cura di te, espanderti, stimarti
riconoscersi e accettarsi a prescindere (affetto nel presente, autocompassione)
darti il meglio che puoi (egoismo, autoaffermazione)
espanderti (altruismo, creatività)
essere fieri di ciò che siamo diventati (orgoglio per il passato, autorealizzazione)
credere in noi per ciò che diventeremo (fiducia nel futuro, autostima)
Accettarsi non esclude percepire dei margini di miglioramento, ma significa guardarsi con benevolenza
dedicare del tempo alla cura del proprio corpo e ad attività ludiche
non vergognarsi di dimostrarsi fieri di un lavoro ben svolto, fino al punto di concedersi un premio, fosse anche qualche minuto di meritato riposo. Chi possiede un buon livello di autostima non si arrende dinanzi al fallimento, ma la contrario ne trae utili insegnamenti per il futuro. http://www.hrdonline.it/inc/extra/autostima.html
relazione intima con il proprio Sé profondo
datti il meglio
Amare e essere amati
L'amore per te stesso riceve la linfa solo da te stessa ma fiorisce nel dare e ricevere amore: questi tre amori sono consustanziali come una trinità: la mancanza di uno dei tre indebolisce gli altri, la presenza di tutti e tre, li rafforza vicendevolmente. Ma se viene a mancare l'amore per te stessa, essere amato e amare non ti possono fare felice, come Marylin, etc.
Il primo lo ottieni dalla tua interiorità, riceve e dare amore dipendono dall'armonia tra te e il mondo (altri e ambiente). La fierezza e la fiducia dipendono dalla nostra biografia.
Se non amassi il mondo e non fossi amato, solo con te stessa e la tua interiorità, potresti avere autocompassione, orgoglio e stima di te. Ma la tua felicità sarebbe una pianta che sopravvive ma non fiorisce e non germoglia.
felicità, esistenza, universo, possibilità
realtà materiale
sognare
amare
filtrare
generare
Scegliti il padrone migliore
risorse ambientali
Meglio essere schiavi del proprio piacere o della propria libertà che essere schiavi del capo ufficio o del senso di colpa.
Scegli di servire la dea Felicità.
terreno emotivo influenzato da ambiente fisico, potenze sociali, io (civiltà Matrice)
Sogna e combatti
Sognare: conoscere se stessi, cioè scavare per scoprire i nostri veri desideri al di là dei condizionamenti: quale felicità vogliamo? Quale felicità stiamo ottenendo? Quale felicità ci farebbe veramente felici?
energia dei sogni -> entusiasmo
Combattere: agire secondo uno schema. Gli animali hanno l'istinto, molto utile ma alle volte non basta, tant'è vero che sono nostri schiavi.
L'intelligenza, cioè la psicologia e la filosofia applicate alla propria vita come stai facendo in questo momento, possono aiutarti ad agire meglio.
- pianificare gli scopi: non si può combattere su piu fronti simultaneamente (puntare ai sogni)
sbagliare e rialzarsi
le azioni scambi sui binari circondati dalle possibilità
consapevolezza di sé
gerarchia di obiettivi e pianificazione
imparare a tollerare il dispiacere
Ipocrisia (idealismo artificioso)
Malati di angoscia, si può invece imporsi di credere? No. Pensare seriamente conduce inesorabilmente a squarciare il velo di Maya ed è una strada senza ritorno. Naturalmente si può far tacere il proprio pensiero (sintomatizzando, isterismo, negazione, rimozione, proiezione) e vivere da nevrotici, scappando in continuazione dalla verità, ma molto più comodamente si svuota la propria vita degli ideali di gioventù (e si sceglie il benessere di compromesso, saggiamente) ma si mantengono i vecchi ideali in facciata.
Pressochè tutti quelli che hanno un ruolo politico difendono degli ideali di facciata: iniziano col crederci, il dubbio corrode l'ingenuità iniziale, ma i vantaggi che derivano dal dire di crederci e la coerenza con il ruolo sociale conquistato li porta a mantenere la facciata anche se sotto le tarme della coscienza hanno lasciato soltanto un mucchietto di polvere.
Il fatto è che si vive per salvaguardare questa facciata, nevrotizzando.
Diverso è invece decidere di illudersi inteso come arte e gioco (l'unica nevrosi per me salutare: la sublimazione), cioè sognare sapendo di sognare: in tal caso anch'essa fa parte della scelta di una felicità di compromesso, che quindi rientra nel campo delle scelte seguenti.
piacere e potere
Il potere non è uno scopo, è un mezzo per il piacere. Ma il piacere non è uno scopo, è il mezzo per amare.
Amare è dare piacere.
Da bambino tua madre ti ha trasmesso il suo amore soddisfacendo i tuoi bisogni primari. Se ami tua figlia innanzitutto ti prendi cura di lei, dei suoi bisogni primari. Il piacere è l'effetto psichico del soddisfacimento dei bisogni primari di conservazione e riproduzione.
Il potere, il piacere dei sensi, il desiderio fiducioso, dare e ricevere amore, comprendere, decidere, sono forme di godimento.
La libertà, il denaro, il tempo, la conoscenza, sono forme di potere.
Il potere è il mezzo per poter realizzare i sogni, mettere in pratica la strategia, tramite la decisione e l'azione.
"ascesi mondana" (anche l'epicureismo, del resto, lo era coincidenza tra felicità e piacere sensoriale?
La motivazione
Il processo bisogno/soddisfacimento è il carburante motivazionale
desiderio – azione - soddisfacimento
quindi: sofferenza, impulso all'azione, strategia, potere di agire, soddisfacimento.
Unire l'utile al dilettevole
Il piacere ha 3 parametri:
profondità, cioè quanto è importante il bisogno che soddisfa rispetto all'organismo o alla sua specifica personalità (storia, vissuti etc.)
intensità (il livello di godimento immediato)
gittata (non è la durata del godimento immediato, è la media ponderata a distanza di tempo, cioè i benefici nel tempo)
tasso edonistico: velocità e intensità di attivazione del piacere
media eudemonistica: incremento di felicità a lunga gittata
Esempi:
cibo e droga: alta intensità, breve gittata.
sesso: alta intensità, lunga gittata.
affetto di coppia: bassa intensità, alta rpfodntià, lunga gittata.
sport: bassa intensità, poca rpfondità, lunga duirata
i piaceri di breve gittata, come i piaceri, servivano originariamente per il mantenimento e ora possono servire per il ricondizionamento.
I piaceri profondi a lunga gittata portano invece all'autorealizzazione e all'autostima. Amarsi è la forma di piacere più profonda, intensa e durevole.
teologo niebuhr signore dammi la forza di accettare ciò che non può essere modificato, coraggio di cambiare ciò che può essere cambiato la saggezza x distinguere questi due ordini di cose
Allora raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui gusti ora la tua vita e simultaneamente stai agendo per migliorare il tuo futuro.
Ma talvolta non riesci a essere felice mentre agisci per il meglio: in tal caso, è necessario che tu ti impegni ad agire per il meglio procrastinando in un momento successivo il godimento della vita. Per procrastinare è necessario caricarsi di energia: l'energia la ottieni gustandoti la vita che già vivi e pregustandoti la felicità che puoi raggiungere impegnandoti.
Quindi, raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui inizi un processo per essere più felice possibile composto di fasi di cui la prima è necessaria per incominciare il processo, ognuna facilita la successiva e l'ultima è la più desiderabile.
A - Accettazione: accetta la tua vita ora così come ti è stata concessa
I - Impegno: capisci, decidi e agisci per essere più felice nel futuro
P - premio: appena riesci, goditi i frutti delle tue azioni
F - Flusso: gustati ora ciò che stai capendo, decidendo e facendo per essere più felice nel futuro
L'accettazione della vita ti da l'energia per iniziare il processo di cambiamento. L'impegno può essere facilitato pregustandoti un premio. Se raggiungi il premio ti ricarichi per l'impegno successivo, altrimenti riparti dall'accettazione della vita. Quando cominci a sovrapporre fasi di godimento a fasi di impegno, stai entrando in un flusso di felicità, cioè in un processo che incrementa se stesso illimitatamente.
Il tuo scopo sono i flussi della felicità: essere felice ora mentre migliori il tuo futuro per diventare sempre più felice.
1 - accogliere la molteplicità degli eventi (vedere il positivo)
2 - associare il piacere a cià che ci è utile (sport, dieta, lavoro, dare)
3 - imparare a godere del piacere
Ricondizionamento
Il tuo metodo consiste nell'influenzare il tuo mondo emotivo tramite l'attenzione che usa come strumenti: corpo, logos, immaginazione contro - mediazione bisogni ambiente e selezione comportamenti (neuroscienze)
Comportamenti classificazione dei comportamenti come dannosi, innocui, preferibili, inevitabili
attenzione (illusione di libertà) x accettare: esisti, vivi, il mondo brulicante di vita, stupore e gratitudine
attenzione per impegnarsi: visualizzazione della meta, roccia, determinazione, modeling
I am still alive
the universe, exists
I am what I am
io esisto / io sono yuri
Gli altri
elenca i tuoi amici per la vita
perdona solo una volta per ferite mortali
la seconda cancella quella persona dala tua vita, così hai la certezza che non capiterà una terza volta di essere tradito.
x le ferite minori fregateene e basta, impara a farti la scorza, gli esseri umani migliori non sono di specie bovina.
distacco compassionevole
Crea e genera
missione
evocazione teurgia: congiunzione arte-religione
essenze: alto basso, cielo terra, le più comuni. dal centro verso l'esterno gli dei si diluiscono, cioè le essenze operano ovunque, ma divinizzarle significa essere consapevoli. per il massimo godimento però 2 strade: aumentare l'energia oppure saper saziare gli dei con economia, cioé: vivo vita intensa con grande impegno e soddisfo gli dei alla grande, oppure attraverso meditazione e contemplazione con poco dispendio li soddisfo se imparo A GODERE LE ESSENZE PURE DENTRO DI ME, cioè se imparo a godere più intensamente, mi serve meno energia per farlo!
l'arte
La fiaccola che illumina il percorso è ancora e sempre l'arte: è all'arte che possiamo chiedere di farci sfiorare l'esistenza. Possiamo anelare a noi stessi e innamorarci di noi, come di Dio, come di sogni bellissimi.
il teatro grecosegnò la drammatica fine del dramma e il tradimento della tragedia. L'arte come partecipazione estetica cedette il posto allo spettacolo. Essere spettatori è un'umiliazione dettata dal piu bieco masochismo bovino.
pagare per essere spettatori rattrapiti in una seggiolina anonima mentre gli attori fanno fanno l'azione.
Prassi
2 elenchi, 'ORA' e 'TODO'
ORA: elenco delle cose da fare nella giornata
TODO: elenco di
TUTTE le cose che vuoi fare nella vita anno per anno
economia
lavoro e risparmio: chi non è ricco lavora per i soldi, prima di tutto.
non rinunciare agli acquisti, posticipali facendo un elenco
Iwbank
le auto costano da mantenere
anticipi sui progetti di solito del 15%
partita iva sotto ai 30.000 di reddito
nei rapporti professionali sorridi e rimani neutrale, non identificarti
energia: dieta e sport
andare a letto prima di mezzanotte e alzarsi alle 7 dormire piu di 9 ore è controproducente, dormire meno di 6 fintossica
dieta: verdure crude, frutta la mattina, arance in abbondanza fresche senza zucchero non con cucchiaino senza berci prima e dopo, acqua almeno 2 litri al giorno sempre vicina per invogliarci, the verde, come protein pesce e soya, valore preziosissimo delle noci, no alle pastiglie di omega3 ma molto salmone al naturale o crudo zero superalcolici e fritti
sport: ginnastica aerobica almeno 2 volte a settimana almeno 1 h a volta / anaerobica almeno 1 volta al mese max 1,30 h
togliere fazzoletti dalle tasche prima di fare la lavatrice
sesso (x maschi)
3 ingredienti, scelta, dolcezza e forza. non fate carezzine, voi siete i predatori. Siete voi a decidere ma poi morbidi x scaldarla e prepararla ad essere presa. quando è calda, fatela vostra.
tecniche per ritardare
Nam-myoho-renge-kyo (Daimoku), respirazione
antidepressivi
tagliere in vetro è comodo da pulire
lavare molto i piatti dal detersivo che fa piu male del cibo stantio!
finestra aperta la notte ma coprendosi di inversno: il corpo caldo ma l'aria che si respira fresca e ossigenata, senza piante in stanza
un briciolo di luce e una passeggiatina ogni giorno
stai lontano dalle cause, piuttosto patteggia
gli studi di settore non scherzano
30 giorni ha novembre con april giugno e...
quando ti prude il labbro è l'herpes da agire subito
Ogni essere umano è la bestia che merita di essere.
apprezzare la vita significa gustare l'agrodolce sapore della nascita e della morte.
nell'universo esistono i semi di sesamo, la malvasia,
prezzo dell'amore per i sogni: insaziabilità inquietudine irrequietezza
prezzo per la verità è l'angoscia per la morte e perdita dell'infanzia ma piu potere interiore
tutto è vanità. Anche Dio.
ingranaggi delle mungitrici
- la felicità assoluta non esiste ma va sognata
puoi diventare piu felice possibile
tieni i piedi sulla realtà e le ali nei sogni
Dio è il sogno più grande
Tu sei l'anello tra la realtà e i sogni
Cosa si prova a essere Dio?
Amarsi, essere adorati, aver creato l'universo.
tutto è pieno di Dei
amare: accogliere ila corruzione e essere illuso di una perfezione, innamorato dell'evanescenza della perfezione che aleggia, che sfiora l'oggetto amato
Ogni donna matura sa bene di non meritare di far innamorare perchè la perfezione non le appartiene, è solo il gioco della seduzione: sa di sembrare, non di essere . Non ci si può innamorare di una scimmia, perciò si depila e lava ossessivamente e cerca nello sguardo del desiderio l'autoinganno di essere la propria immagine.
Ma la lusinga, far innamorare, però ciò che vuole è essere amata, accolta come bimba che invecchia.
saggi compromessi e astute strategie per stare meglio, le voglio, ma voglio molto di più:
voglio l'orgoglio di avere le pupille bruciate dal sole del nulla
Voglio la gioia di innamorarmi godendo della bellezza e del furor carnale.
Voglio l'estasi dell'unione con il soprannaturale.
E tutto questo lo voglio senza rimanere schiavo dei consumi, delle donne e delle Chiese.
il nulla la cui luce acciecante fa smascherare le ombre delle ipocrisie a cui la società vuole soggiogarmi per mungermi.
stress lutto noia sono sofferenze spiacevoli
struggimento, languore, desiderio sono sofferenze piacevole
odio viene dalla sofferenza e in genere produce frustrazione
6 in guerra. il mondo tende a farti credere di essere debole e cattivo. tutto quello che sta dentro di te è meraviglioso, quello che sta fuori utile o inutile
che la legge dello stato cui appartieni si conformi pià al potere che alla giustizia
Con il potere (conoscenza di te e del mondo, possibilità di plasmare e adattarsi) ti sarà facile essere piu felice.
Questa affermazione apparentemente lapalissiana implica una riflessione meno banale: qualora tu abbia meno potere, ti sarà più difficile - ma sempre possibile - aumentare la tua felicità.
Paradossalmente, il suicidio è l'estremo tentativo per salvaguardare la qualità della propria vita. Ragionevole, quando non vi siano altre alternative, disperato quando non si ha speranza in alternative ancora possibili.
note:
i
termini sono opinabili
le mie opinioni sempre discutibili